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Bando migranti deserto L’allarme dei sindacati «Posti di lavoro a rischio»

Bando migranti deserto L’allarme dei sindacati «Posti di lavoro a rischio»

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REGGIO EMILIA. Non solo l’accoglienza. Anche l’occupazione è a rischio. È quanto affermano dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil, che «esprimono forte preoccupazione per le problematiche che si stanno evidenziando a causa delle modifiche legislative nel campo delle politiche dell’immigrazione e dell’accoglienza dei richiedenti asilo».

I sindacati elencano quelli che vengono considerati interventi massicci del ministero dell’Interno, che «ha drasticamente diminuito il numero delle ore di lavoro dedicate ai servizi; ha ridotto da 35 euro a circa 21 euro lordi pro capite la spesa per l’accoglienza di ciascun migrante al giorno». Mentre, ricordano da Cgil, Cisl e Uil, «la normativa precedente prevedeva nei centri di accoglienza una presenza costante di infermieri, 24 ore su 24, ora questa presenza è ridotta a sole 6 ore al giorno».

Non solo: «I medici passano da 24 ore al giorno a 24 ore a settimana, gli assistenti sociali da 36 a 20 ore settimanali e i mediatori linguistici addirittura da 108 ore a settimana a sole 24».

«A fronte di questo insieme di norme – aggiungono da Cgil, Cisl e Uil – i sindacati chiedono un confronto con le amministrazioni locali, titolari dello Sprar, e le Prefetture, per definire percorsi utili a garantire la continuità del soggiorno e del percorso d'integrazione - che in tanti casi si realizza attraverso il lavoro, il percorso di formazione e studio e il volontariato - e per concordare azioni che favoriscano i processi di accoglienza, così pesantemente messi in discussione».

Per i sindacati, «il restringimento del sistema di accoglienza e la riduzione dei fondi dedicati, operati con l’ultima Legge di bilancio, pongono poi il problema dell’occupazione. Infatti il rischio concreto è quello di perdere preziose professionalità nel campo dell’integrazione dei richiedenti asilo, limitando di fatto l’attività degli operatori alla sola vigilanza e distribuzione del vitto. Con l’ulteriore rischio di licenziamenti di lavoratrici e lavoratori che non godono neanche di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, non previsti per i loro profili».

Di qui la necessità di un incontro anche con Confcooperative: «Le organizzazioni sindacali, pertanto, hanno chiesto un incontro urgente anche a Confcooperative, per aprire un confronto utile ad affrontare sia il tema dell’accoglienza in prospettiva, sia le eventuali problematiche di natura occupazionale che potrebbero determinarsi». —

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