Doppia condanna ma “soft” per due pusher della stazione
REGGIO EMILIA. Prime condanne connesse all’operazione antidroga della Mobile che – nel gennaio scorso – ha monitorato l’area fra via Turri, via Vecchi e via Sani, notando che lo spaccio di cocaina sarebbe passato “in gestione” dalla malavita nordafricana a quella nigeriana.
Tre spacciatori erano finiti in carcere e un quarto agli arresti domiciliari. Tutti nigeriani. Ieri, davanti al gup Giovanni Ghini, sono stati giudicati i primi due finiti nei guai. Stiamo parlando del 26enne Eiabhi Happy (difeso dall’avvocato Mario Di Frenna) che dovrà più avanti affrontare anche un processo per evasione, in quanto ha violato gli arresti domiciliari ed è finito dentro. L’altro imputato è il 24enne Godstine Peter (tutelato dal legale Alessandro Conti) che dal giorno del blitz si trova in carcere e che ieri mattina ha ammesso di essere uno spacciatore («Mi dispiace, ho sbagliato, non lo farò più) come del resto aveva già fatto il 26enne ma nell’udienza di convalida dell’arresto. Happy è incensurato e regolare sul territorio, il secondo un richiedente asilo. Per entrambi la Procura ha chiesto una condanna pesante (8 anni di reclusione) ritenendo il fatto grave, attribuendo 200 cessioni a Peter e 70 ad Happy. Ma i due difensori hanno replicato – sulla base di recenti sentenze della Cassazione – argomentando che solo in casi particolari la pluralità di cessioni è indice di un reato grave. Una specificazione per ritenere il caso in esame “solo” un fatto di lieve entità, da qui la richiesta d’applicazione della normativa meno afflittiva. Tesi difensiva che ha convinto il gup Ghini, da qui l’emissione di condanne più soft, cioè 4 anni di carcere per Peter (con precedenti penali, rimane in cella), 2 anni e 4 mesi di reclusione per Happy (scarcerato e sconterà la pena in affidamenti ai servizi sociali). —
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