Gazzetta di Reggio

Reggio

L’INDAGINE DELLA POLIZIA 

Due fratelli cutresi scoperti con oltre tre chili di droga

Ambra Prati
Due fratelli cutresi scoperti con oltre tre chili di droga

Nell’officina di Montecavolo e nelle case di Reggio trovate cocaina e marijuana Ai domiciliari con Vincenzo e Graziana Mauro anche il compagno della donna

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«Registriamo la disponibilità, da parte di soggetti di origine cutrese, di ingenti quantitativi di droga; un ritorno agli anni Novanta. È un dato da valorizzare e da scandagliare ulteriormente dal punto di vista investigativo, poiché esiste l’eventualità che la criminalità cutrese aspiri di nuovo al predominio sul mercato dello stupefacente».

Con questa lettura piuttosto inquietante il dirigente della squadra mobile della questura di Reggio Emilia, dottor Guglielmo Battisti, ha annunciato l’arresto di tre persone – fratello, sorella e convivente di quest’ultima – trovate in possesso di quattro chili e mezzo di marijuana e di mezzo etto di cocaina. Si tratta di incensurati insospettabili, com’era avvenuto un mese fa per Rosario Simbari, il pavimentista 38enne anch’egli incensurato, con parentele eccellenti e ritenuto un grossista di cocaina (ne aveva un chilo e mezzo).

Ora il meccanico Vincenzo Mauro, 33 anni, la sorella Graziana Mauro, 29 anni, e il compagno di quest’ultima, il 27enne Francesco Vitale, si trovano agli arresti domiciliari per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

L’INDAGINE

Gli uomini della squadra mobile hanno agito a colpo sicuro, seguendo una pista emersa nel monitoraggio delle piazze dello spaccio reggiane. Mercoledì i poliziotti si sono presentati all’autofficina D&M Snc di via Fellini, a Montecavolo di Quattro Castella, gestita da Vincenzo, nato a Catanzaro e originario di Casabona (Crotone).

All’interno di uno scatolone nell’ufficio dell’officina sono saltati fuori tre sacchetti sottovuoto di marijuana da un chilo l’uno, mentre sull’auto che un cliente (risultato ignaro) aveva lasciato a riparare è stato rinvenuto mezzo etto di cocaina, già suddivisa in dosi da 5 grammi ciascuna, nonché un bilancino di precisione. Trovati anche 1.500 euro in contanti che, in assenza di fatture giustificative, sono stati sequestrati dalla polizia di Stato.

Vincenzo, difeso dagli avvocati Noris Bucchi e Nunziata Priola, ha ammesso che lo stupefacente appartiene a lui, ma ora è indagato a piede libero anche il socio reggiano dell’officina. La Mobile ha poi esteso le perquisizioni alle abitazioni di Vincenzo e della sorella Graziana (che con il compagno Francesco è difesa dall’avvocato Gianluca Tirelli), entrambi residenti in città. Mentre però nel primo appartamento l’esito delle ricerche è stato negativo, nella casa dove vivono sorella e compagno è stato rinvenuto un altro chilo e mezzo di marijuana, nascosta in parte sotto il letto e in parte nell’armadio, in sacchetti aperti: da qui il coinvolgimento del convivente, che secondo gli inquirenti non poteva non sapere, considerato l’odore pungente della marijuana. Il valore all’ingrosso della droga si aggira sui 25mila euro, al minuto quasi il doppio.

I RETROSCENA

Vincenzo Mauro è figlio di Pasquale Mauro, coinvolto nella strage di Casabona, dove quattro persone vennero ammazzate all’interno di un cantiere edile in un agguato di mafia nel giugno del 1996. Vincenzo è anche nipote di Francesco Lomonaco, condannato in Aemilia a 19 anni e 6 mesi per associazione a delinquere e altri reati fine come usura ed estorsione. —



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