Terzo furto in tre settimane all’area di servizio Giavauto
Il titolare: «Ieri mattina non abbiamo aperto l’attività per dare un segnale forte. È arrivato il momento di fare qualcosa». Derubati pure un vivaio e la Correggese
CORREGGIO.Il proverbio, questa volta, ha colto nel segno: terzo furto in appena tre settimane all’area di servizio Agip Giavarini (Giavauto), in strada statale per Reggio, già presa di mira il 20 e il 29 marzo scorsi, assieme alle altre attività della zona (un vivaio e la sede della società di calcio Correggese) che, anche loro, hanno ricevuto la visita dei ladri.. «Questa volta siamo proprio stufi», attacca il titolare Ivan Giavarini – una ventina di dipendenti nelle tre attività aperte in questi ultimi anni – che per dare un “segnale forte” ieri mattina non ha aperto l’area di servizio. «Mi dispiace per i disagi che ho provocato alle persone che avevano necessità di fare rifornimento di metano (sono gli unici in zona, ndr), ma il terzo furto in tre settimane non poteva passare sotto silenzio. Il fatto è che è arrivato il momento di fare qualcosa».
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Cos’hanno portato via i ladri? Il solito: la cassette con le monete per il resto, alcuni pacchi di “gratta e vinci”, i soldi lasciati nel registratore di cassa. Complessivamente, hanno calcolato di carabinieri di Correggio che sono intervenuti per il sopralluogo, il bottino ammonta a circa 1.500 euro, ai quali vanno aggiunti i danni provocati dall’aver forzato, per entrare, la porta sul retro degli uffici.
«Era una porta blindata – continua Giavarini – che tra l’altro abbiamo messo al posto di un bancomat che una banca ha dovuto chiudere perché lo svuotavano un giorno sì e uno no». Anche secondo i carabinieri, a entrare in azione nella zona della strada statale, sarebbe sempre la stessa banda: «Si capisce bene – continua il titolare Giavauto – dal fatto che vanno a cercare le cose che hanno portato via le volte precedenti. Tanto per fare un esempio: le cassette con le monete, che avevo spostato in un angolo ma che il ladro è andato a cercare e ha trovato».
La notte scorsa – al contrario di quanto accaduto le volte precedenti – all’interno del box-ufficio è entrata una sola persona che, come d’abitudine, è stata ripresa dalla telecamera di sorveglianza. «Che però – conclude Giavarini – alla fine risulta inutile: i ladri sono professionisti e non si fanno vedere in volto. E la macchine le parcheggiano lontano dall’area di servizio». —
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