«In corsa per costruire una nuova Europa dei diritti»
La consigliera regionale Roberta Mori è l’unica candidata reggiana del Pd Stasera al Posta con Calenda per la campagna elettorale
REGGIO EMILIA. «Ho l’orgoglio di appartenere a un territorio che ha dato tanto e sta dando tanto in termini di diritti alle persone. Siamo una provincia che ha fatto della convivenza civile un tratto distintivo. Il fatto di poter rappresentare l’intelligenza, l’innovazione e la capacità reggiana di progettare il futuro, tenendo insieme anche le tradizioni e il passato di forza e di resistenza, mi rende orgogliosa. Spero che Reggio torni ad avere un europarlamentare». Il suo nome circolava da un po’, ma l’ufficializzazione c’è stata solo giovedì sera. Sarà Roberta Mori, ex sindaco di Castelnovo Sotto e consigliera regionale uscente, la candidata reggiana Pd nella circoscrizione Italia Nord Orientale per le prossime Europee, in programma il 26 maggio. Una lista capitanata dall’ex ministro Carlo Calenda (oggi alle 21 al Posta con la stessa Mori e il sindaco Vecchi), nella quale fra gli altri sono presenti Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione, l’eurodeputato uscente Paolo De Castro, l’ex ministra Cécile Kyenge (modenese che ha lavorato a lungo a Reggio), e l’ex sottosegretaria Cecilia Guerra, tornata in orbita Pd dopo un passaggio in Mdp.
Una sfida impegnativa per la consigliera regionale reggiana. Non solo per l’agguerrita concorrenza interna. Ma anche per il calo di consenso registrato dal Pd a livello nazionale, che potrebbe influire in maniera rilevante sull’esito delle urne. «Mi sento onorata di essere stata scelta per rappresentare Reggio e l’Emilia in questa sfida e di poter raccontare questo nuovo Pd, che si mette in gioco in una stagione complicata, dove emergono i sovranismi e un certo oscurantismo – afferma Mori – Ho sempre cercato di impegnarmi con caparbietà per migliorare la vita delle persone. Da coordinatrice nazionale delle commissioni regionali pari opportunità, credo che la mia candidatura possa dare una mano per affrontare temi come i diritti lgbt e i diritti delle donne. Il mio impegno è andato sempre oltre la regione».
Per la Mori, la sua rappresenta quasi la chiusura di un cerchio: «Ricordo che da sindaca sono stata tra i fondatori del Sern, Sweden Emilia Romagna Network, che ho presieduto per quattro anni. Tutte le mie esperienze sono utili per affrontare questa sfida. E posso dire di non essere improvvisata e di aver conquistato ogni centimetro di credibilità e sapere, anche perché interpreto la rappresentanza come urgenza di ascoltare i bisogni delle persone affrontandoli con autenticità. L’Europa oggi non è solo un sogno, ma una splendida realtà. Calenda ha ragione: l’unica alternativa all’Europa è un’Europa migliore. Per questo bisogna partecipare in modo attivo alla vita dell’Europa, che rappresenta una garanzia per gli equilibri mondiali, avvicinandola ai territori: il mio obiettivo è che non rimanga l’Europa della televisione, né quella di Salvini, che forse non ci ha mai messo piede, o di chi ne parla senza neanche conoscerla». —
E.Spa.
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