«Mai risarciti dalla B&B dei Bini Che dice il sindaco legalitario?»
La denuncia dei Vallarino: «Il tribunale ha imposto di restituirci 109 mila euro» Si tratta di acconti per la costruzione di un immobile che poi fu venduto ad altri
CASTELNOVO MONTI. A distanza di anni un contenzioso mai risolto tra un privato cittadino e la B&B Immobiliare srl, società finita in liquidazione di cui, fino al 2016, il sindaco Enrico Bini era socio, torna a mettere il dito nella piaga di una ferita aperta, una «triste vicenda familiare», come lo stesso primo cittadino la definisce. Succede proprio nel giorno in cui Bini presenzia, in tribunale a Reggio, all’udienza sugli omicidi del ’92, procedimento che ha conosciuto una “spinta” decisiva con il processo Aemilia.
È una email della famiglia Vallarino a fare riemergere il “caso” pochi giorni dopo l’asta giudiziaria che ha visto la vendita di un immobile della B&B, il 9 aprile scorso. Creditori EmilBanca e, appunto, Gabriele Vallarino, che pur avendo vinto una causa contro la società immobiliare, non ha potuto avere soddisfazione del proprio credito.
«È vero che Enrico Bini a maggio 2016 è uscito dalla società cedendo le sue quote, ma è palese che dall’inizio della trattativa fino a causa inoltrata lo stesso era uno dei soci, per questo vorremmo fare una domanda a Bini, sindaco in prima linea per la legalità – scrivono ora i Vallarino –: “Sig. Bini, perché la società di cui lei faceva parte non rispetta una sentenza emessa da un giudice della Repubblica Italiana, considerato che la questione l’ha vista coinvolta in prima persona?”».
Questa la cronologia degli eventi. «Tutto inizia nel 2014 – prosegue la famiglia –, quando Vallarino sottoscrive un preliminare con la B&B Immobiliare, cui versa acconti per circa 109.000 euro per l’acquisto di un immobile da costruire; a fronte dell’inadempimento della società Vallarino agisce in giudizio per ottenere la restituzione degli acconti, diritto riconosciuto con sentenza del tribunale di Genova dell’8 giugno 2017, con cui viene sancita la nullità del contratto, condannando la B&B a restituire l’intera somma più le spese del giudizio: circa 140.000 euro».
Ma la restituzione dei soldi non è mai avvenuta, denunciano i Vallarino. Anzi: «La B&B non si è fermata e ha venduto a un altro acquirente lo stesso alloggio. Una famiglia, quella di Vallarino, non certo ricca e che nel frattempo è cresciuta, perché sì ancora una volta la B&B non si è fermata neppure di fronte ad una famiglia in attesa del primo figlio».
«Conosco la vicenda e mi dispiace – dice Bini –. Questa email sta circolando da un anno e mezzo e conosco chi la diffonde: sostiene una delle liste candidate alle elezioni. Ma io non voglio entrare nella bagarre politica, non sono neppure candidato. Dalla società sono uscito nel 2016 – dice Bini – e la causa si è chiusa dopo. Nella B&B l’altro socio è mio fratello. Io ero solo socio di capitale, non lavoravo. Le cose andavano male e sono voluto uscire, assumendomi i debiti che sto pagando con un mutuo. Si tratta per me di una triste vicenda familiare. In quanto ai Vallarino non li conosco, ma so che sono stati proposti loro degli accordi che non hanno voluto accettare». —
M.F.
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