Gazzetta di Reggio

Reggio

L’UDIENZA IN TRIBUNALE 

Resta ai domiciliari il meccanico di 33 anni che aveva droga a chili

Ambra Prati

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Conferma dei domiciliari per Vincenzo Mauro, 33 anni, mentre la sorella 29enne Graziana Mauro e il compagno di quest’ultima, il 27enne Francesco Vitale, sono liberi con obbligo di firma. Si è conclusa così la convalida dell’arresto per i tre accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio per quattro chili e mezzo di marijuana. Come hanno ricostruito i due poliziotti che hanno eseguito le perquisizioni, nell’autofficina di Vincenzo, la B&M di Montecavolo di Quattro Castella, all’interno di uno zainetto appoggiato su un’auto in riparazione c’erano mezzo etto di cocaina ed un bilancino di precisione, oltre a bollette e corrispondenza intestata al meccanico. In uno scatolone dell’ufficio di Vincenzo, che ha fornito la chiave, sono stati rinvenuti i tre sacchetti sottovuoto per tre chili di marijuana, mentre sono stati sequestrati i 1.500 euro contenuti nel portafoglio del meccanico.

A casa della sorella e del convivente sono saltati fuori un altro sacchetto aperto sotto il letto e due involucri e un barattolo nell’armadio, per un totale di un chilo e mezzo di marijuana. I tre incensurati, presenti in aula con i familiari («non siamo cutresi, Vincenzo ha sbagliato ma non lo rovinate»), si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma hanno rilasciato dichiarazioni spontanee.

Vincenzo ha spiegato di lavorare da 18 anni; da tre anni si è messo in proprio ed è in difficoltà economiche per aver ingrandito l’attività, oltre che per la separazione. Ha ammesso le sue responsabilità, come aveva già fatto “a caldo”, scagionando sia il socio dell’autofficina sia sorella e cognato. Questi ultimi hanno confermato: nel riprendere l’auto dopo il tagliando si erano sentiti chiedere di custodire la droga appena arrivata, certi che il giorno dopo Vincenzo sarebbe venuto a riprenderla. Il pm onorario (che ha fatto le veci di Valentina Salvi), leggendo l’episodio in chiave di “abituale attività delinquenziale” e insistendo sul pericolo di rediciva, ha chiesto la conferma dei domiciliari con divieto di comunicare con l’esterno. L’avvocato Gianluca Tirelli, difensore della coppia, ha sottolineato le posizioni differenti degli imputati e la «totale mancanza di requisiti per la misura cautelare» per i conviventi, colpevoli solo di ingenuità: «Non sono spacciatori». L’avvocato Noris Bucchi, codinfensore insieme a Nunziata Priola del meccanico, ha chiesto l’autorizzazione per Vincenzo di potersi recare al lavoro, visto il grave danno in caso contrario e la condotta collaborativa esemplare; richiesta non accolta dal giudice monocratico Simone Medioli Devoto. All’orizzonte un patteggiamento nell’udienza del 21 maggio. —



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