Al parco Cervi una scultura dedicata ai rifugiati siriani
È la riproduzione di una delle fontane del campo di Za’atari, in Giordania Sponsorizzata dalla Collezione Maramotti, rientra in Fotografia Europea 2019
reggio emilia. Da ieri pomeriggio il parco Cervi, ex Tocci, si è arricchito di un importante e originale elemento decorativo. Una scultura che rappresenta, in scala 1:1, una delle fontane che si trovano all’interno del campo profughi più grande al mondo: quello di Za’atari, in Giordania, dedicato ai rifugiati siriani. L’iniziativa, prevista nell’ambito del festival di Fotografia Europea 2019, rientra nella mostra The Fountains of Za’atari organizzata dalla Collezione Maramotti, un articolato progetto dell’artista Margherita Moscardini sviluppato dal 2015 a partire dallo studio dei campi per rifugiati come realtà urbane destinate a durare.
Il campo per rifugiati di Za’atari nasce nel 2012 in un’area semidesertica al nord della Giordania, per accogliere i siriani in fuga dalla guerra. Nel 2014 raggiunge una popolazione di 150.000 persone, diventando il secondo campo più grande al mondo. Oggi i residenti sono circa 80.000 e Za’atari è riconosciuta, per estensione, come la quarta città della Giordania.
Nell’idea di Moscardini le sculture generate su modello dei cortili con fontana dovranno beneficiare di una giurisdizione speciale con elementi di extra-territorialità – l’iter è stato avviato anche a Reggio Emilia – che con il tempo le qualifichi come spazi sopra cui la norma è sospesa, «buchi neri, power vacuum su suolo nazionale». La scelta delle fontane, commenta l’assessore Serena Foracchia, presente all’inaugurazione, si spiega perché «all’interno di quel campo quegli elementi sono diventati, per i rifugiati, l’unico elemento attraverso il quale si cerca di ricostruire la normalità delle loro condizioni di origine». —
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