Gazzetta di Reggio

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la drammatica testimonianza 

«Ci siamo ributtati Volevamo salvarlo»

Serena Arbizzi
«Ci siamo ributtati Volevamo salvarlo»

Uno dei quattro amici: «L’auto era in una valanga di fango  Non ci siamo riusciti. Il conducente non era affatto ubriaco»

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correggio. «Ho cercato di salvarlo. Con un altro mio amico, abbiamo cercato di aprire la portiera con tutte le nostre forze. Ma non siamo riusciti a portare fuori di lì Liborio. La macchina era una valanga di fango e lo abbiamo visto intrappolato lì, annegato. Era già privo di sensi».

È straziante il racconto di uno dei feriti che si trovava a bordo della Fiat Punto su cui viaggiava il 20enne Liborio Vetrano, morto nell’auto rimasta capovolta nel canale che costeggia via Sinistra Tresinaro. L’auto ha sbandato ed è uscita fuori strada in un tratto in semicurva nei pressi dell’incrocio con via Spampanino. Siamo vicinissimi al confine tra le province di Reggio e di Modena, tra Correggio e Carpi.

«Per me Liborio era un fratello e non si meritava questa fine tragica – prosegue il suo racconto l’amico, che preferisce rimanere anonimo –. Era una persona solare, fantastica, ti strappava sempre un sorriso. Non dimenticherò mai cos’è successo stanotte (ieri per chi legge, ndr). Eravamo appena usciti dalla discoteca, eravamo in cinque in auto, dopo una serata in compagnia. Uno dei miei amici si è messo alla guida e non era certamente ubriaco. L’asfalto era bagnato, quando siamo passati e, improvvisamente, ci siamo trovati a testa in giù nel canale dopo avere sbandato sul selciato».

La maggior parte dei giovani è uscita dall’auto spaccando i finestrini. In due hanno cercato di soccorrere Liborio. «Abbiamo provato a farlo uscire – continua il giovane – Ma non ci siamo riusciti. La portiera era inchiodata. Lui aveva la cintura di sicurezza, forse anche questo può avergli impedito di muoversi».

I residenti di via Sinistra Tresinaro ribadiscono che quel tratto di strada è pericoloso. «Un mese fa un altro automobilista è finito in mezzo alla vigna abbattendo un segnale, finito nel fossato».

I quattro giovani feriti sono stati sentiti dagli inquirenti, che ora stanno cercando di ricostruire quei minuti drammatici e che rimarranno per sempre indelebili nella loro memoria. —

Serena Arbizzi

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