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«Macché questioni politiche Vogliamo solo riavere i soldi»

M.F./M.G

Replica della famiglia Vallarino a Bini sul caso degli acconti versati per una casa «Mai ricevute proposte di accordo né denaro. Da allora siamo in gravi difficoltà»

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CASTELNOVO MONTI. Continua a tenere banco la vicenda dell’appartamento in costruzione il cui acconto non è stato restituito dalla B&B immobiliare dei fratelli Bini (il sindaco Enrico e il fratello Alberto) nonostante la sentenza di un tribunale lo imponga.

La replica

I Vallarino, famiglia che ha sborsato acconti per 109mila euro per la casa di recente venduta all’asta giudiziaria, e che non hanno mai riavuto indietro i soldi, rispondono punto su punto alle dichiarazioni del sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, fino al 2016 socio del fratello Alberto, nella B&B Immobiliare srl, ora in liquidazione.

«Non abbiamo mai ricevuto proposte di accordi – dicono marito e moglie –. Ed è falso che la nostra email di denuncia circoli da un anno e mezzo, dal momento che l’asta giudiziaria cui facciamo riferimento è del 9 aprile 2019. Questioni politiche? Figuriamoci. A noi interessa riavere i nostri soldi. Perché se per Bini si è trattato di una “triste vicenda familiare”, altrettanto lo è stata per noi». La moglie di Vallarino, infatti, afferma di avere perso il lavoro dopo la nascita del loro primo figlio, proprio durante i mesi del contenzioso.

La email

«Enrico Bini sostiene che la lettera che noi abbiamo inviato a varie testate il 12 aprile 2019 gira da un anno e mezzo? Questo è facilmente confutabile», dicono i Vallarino visto il riferimento temporale all’asta del 9 aprile.

questioni politiche?

«A noi non interessa la bagarre politica – proseguono – ma riavere i nostri soldi per poter riprendere la nostra vita (in stallo da anni per questa faccenda). Non si può, e non si deve, fermare l’informazione; è giusto che la legge e le sentenze siano rispettate da chiunque, a maggior ragione da chi ha un ruolo pubblico e ha fatto della legalità la propria bandiera, che ha ricevuto una menzione speciale del premio Ambrosoli, che quindi si batte perché la legge venga rispettata».

E incalzano: «Enrico Bini è uscito dalla società perché le cose andavano male e si è assunto i debiti che sta pagando con un mutuo. Ma allora perché tra i debiti che si è assunto non ha compreso anche il nostro? Noi abbiamo finito di versare a marzo 2015».

«Macché proposte»

Sulle proposte di accordo poi sono categorici. «A noi non risulta alcuna offerta. Abbiamo ricevuto solo una email da Alberto Bini il 24 luglio 2015 dove ci comunicava che “al 25 del mese prossimo vi restituisco quanto da voi versato”. Inutile dire che non abbiamo ricevuto nulla».

Poi spiegano le ragioni della sentenza a loro favore. «È stata dichiarata la nullità del contratto, infatti non ci sono state fornite le fideiussioni previste per legge. Ne avevamo solo una che abbiamo tentato di riscuotere ma chi l’aveva emessa, Confidi, era irreperibile». Per quel che riguarda Alberto Bini e il suo ruolo nell’ambito della B&B, raccontano: «Lui stesso ci ha sempre detto che ogni decisione doveva prenderla assieme agli altri due soci della società; che non poteva decidere da solo. È quanto ci disse anche la sera in cui, nell’agenzia immobiliare, trattammo il prezzo. Prima di poterlo accettare, disse che avrebbe dovuto chiedere ai due soci».

vendite multiple

I Vallarino poi raccontano di più compravendite della stessa casa: «È stata venduta agli attuali acquirenti, al grezzo, con rogito in data 2 dicembre 2015, mentre era in corso la nostra causa. Anzi, il 3 dicembre 2015 eravamo in tribunale per un’udienza. Abbiamo saputo della vendita a febbraio 2016. E prima di noi aveva dato un acconto per la stessa casa Francesca Melle. Anche lei ha vinto la causa, ma non è stata risarcita». «Sappiamo che ci sono altre cause contro la B&B. Definire tutto questo una “triste vicenda familiare” è riduttivo e offensivo», chiude la famiglia Vallarino. —

M.F./M.G

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