Rapito per soldi e droga gli imputati si discolpano
REGGIO EMILIA. È iniziato – in tribunale a Firenze – il processo che vede alla sbarra tre dominicani (residenti o domiciliati nel Reggiano) accusati di sequestro di persona per questioni di soldi legati allo spaccio di stupefacenti.
Giudicati con rito abbreviato, hanno affrontato l’interrogatorio. Bocca cucita da parte di Cesar Augusto Quiroz Bido (il 28enne è in cella a Parma). Hanno invece parlato gli altri due. Il 29enne Sergio Yordani Vasquez Cruz – difeso dal legale Federico De Belvis – ha specificato che sapeva solo di dover andare a prendere Bido in aeroporto a Bologna dove gli avrebbe detto che doveva regolare un affare di droga a Pisa. Sempre Cruz – ora in carcere alla Pulce e che risultava domiciliato a Reggio Emilia – ha smentito d’aver ferito il sequestrato con un coltello, spiegandola così: «Al giovane legato ho dato io il mio telefonino perché rassicurasse la fidanzata. Non credevo che sarei stato coinvolto nelle accuse di reato». Pur sapendo dell’arresto di Bido, il 29enne è rimasto in Italia. Infine il 27enne Wilmer Mayobanex Gomez Gomez (residente a Cadelbosco Sopra, ora detenuto a Parma) ha puntato il dito su Bido definendolo l’organizzatore, aggiungendo d’averlo accompagnato ma senza partecipare al sequestro. Per poi sottolineare che il dominicano rapito, in realtà era giunto nel Parmense di sua spontanea volontà, tanto che la fidanzata non ha chiamato la polizia. Per la Mobile di Parma i tre sono responsabili del sequestro di un connazionale trentenne, rapito nella sua casa di Santa Croce sull’Arno (Pisa), ma anche di aver rapinato la compagna di 3.500 euro oltre a un tablet, all’orologio, ai documenti dei figli e altri effetti personali. Poi è stato trasportato in un appartamento a Vicofertile (Parma), dove lo hanno torturato per ore, per riavere i soldi di una partita di droga sparita nel nulla. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google