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il testimone 

«Gridavano Liborio, Liborio e non sono riusciti a liberarlo»

«Gridavano Liborio, Liborio e non sono riusciti a liberarlo»

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SAN MARTINO IN RIO Ha sentito il frastuono, si è affacciato subito al balcone e ha visto l’auto cappottata, l’acqua e il fango che entravano, e quattro ragazzi che ne uscivano doloranti e disperati, che gridavano «Liborio, Liborio è ancora dentro. Aiutateci».

Marco Covezzi, 57 anni, insegnate di ballo in una scuola a Reggio Emilia, padre di tre figli, è il testimone del dramma che si è consumato all’alba di sabato mattina.

Abita in una casa collocata proprio di fronte al punto nel quale la Fiat Punto con i cinque amici a bordo è uscita fuori strada. Ha visto tutto e ora lo racconta.

«Aspettavo mia moglie che fa il turno di notte e, non appena ho sentito lo schianto, mi sono affacciato perché temevo le fosse capitato qualcosa – dice –. Invece mi sono trovato di fronte a una scena terribile: quei ragazzi disperati che gridavano e l’acqua che non smetteva di entrare».
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Covezzi è sceso di casa, è arrivato sul luogo dell’incidente prima dei soccorsi: «I ragazzi erano già fuori della macchina. Hanno provato in ogni modo a tirare fuori il loro amico: si sono attaccati alla portiera, hanno tirato disperatamente, hanno provato a rompere il vetro, ma nulla, non ci sono riusciti. Il panico, il freddo, hanno fatto il resto. È stato terribile – aggiunge –. Quando sono arrivate ambulanze e vigili del fuoco, ho sentito che spiegavano che erano riusciti a uscire spaccando uno dei finestrini della macchina, ma che il loro amico era rimasto incastrato. Una scena che non scorderò». Per l’insegnante di ballo quel tratto di strada è troppo pericoloso: «Un incidente analogo è accaduto – prosegue – una paio di settimana fa: una ragazza è finita nel fosso alle 4 di mattina e ha chiesto aiuto a noi per chiamare i soccorsi. Bisogna che vengano messi i guardrail. Altrimenti qualcun altro morirà». —

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