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il retroscena 

Il racconto-shock del pentito: «Sparai ma non l’ho ucciso»

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Anche venerdì scorso – cioè nell’ultima udienza in Assise sui due agguati di mafia del 1992 (morirono Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggiero) – il pentito Antonio Valerio ha parlato del tentato omicidio di Nino D’Angelo. Lo colloca nel 1989, fra faide mafiosi e traffici di droga. Un racconto già emerso davanti alla Dda e poi confermato nel maxiprocesso Aemilia a Reggio. Un piano per eliminare una persona indicata come un rivale, nel quale venne coinvolta l’ex primula nera Paolo Bellini. «L’ho attinto alla tempia ma il proiettile è andato verso la mandibola. Gli diedi altri due colpi, cercai di dare il colpo di grazia, ma il Bellini si mise ad urlare “vai vai”, vedendo la gente… saltando la copertura non diedi il colpo di grazia». Un episodio per il quale «non fummo mai indagati».

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