Omicidio di Rondinara, l’agricoltore e il necroforo: vite parallele nel fondovalle
“Picchio” Guidotti, l’assassino, e Giorgio Campani, la vittima hanno frequentato le stesse scuole e gli stessi ambienti
BAISO. Sono due vite da sempre intrecciate tra loro, affacciate sulla vallata del Tresinaro che insieme unisce e separa i vari comuni, quelle di Giampietro “Picchio” Guidotti e di Giorgio Campani. Quasi coetanei, provengono entrambi dalla zona di Visignolo, nella costa che da Viano risale verso San Romano di Baiso dopo il confine segnato appunto dal corso del torrente Tresinaro. Un’area che territorialmente appartiene a Baiso ma che ha sempre avuto Viano e Rondinara, molto più comode da raggiungere, come riferimenti principali.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30193630:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2019/04/15/news/omicidio-a-scandiano-entra-in-un-bar-e-spara-uccidendo-un-cliente-preso-l-assassino-1.30193630]]
Due vite parallele
E non a caso sia Guidotti che Campani sono volti noti nei locali vianesi così come nei negozi e nelle varie associazioni attive in zona. Il bar di Rondinara – scena del delitto – è un luogo in cui entrambi da sempre passavano. Si parla, come normale nelle aree rurali dell’ Appennino, di due persone cresciute inevitabilmente insieme, seguendo percorsi similari. Stesse scuole, prima le elementari a Visignolo e poi le medie a Baiso, e poi lo stesso “campo di gioco”, l’area vianese che discende verso Scandiano. Così, pur con percorsi di vita differente, le due esistenze si sono sempre incrociate, anche involontariamente, sino al crescere di rancori che hanno portato al gesto di Guidotti ora da chiarire.
L’agricoltore
“Picchio”, come tutti conoscono Guidotti, ha sempre lavorato come agricoltore, curando i terreni attorno alla residenza di famiglia a Casa degli Abati, non lontano dalla chiesa di Visignolo. Lì, in un borgo ora semidistrutto e abbandonato, ha vissuto, occupandosi dei campi e della stalla con le vacche da latte. Al suo fianco, l’amatissima sorella scomparsa tre anni fa, e i genitori. Il padre è ancora vivo, 98enne, in questi giorni ricoverato all’ospedale di Reggio Emilia per un peggioramento delle condizioni di salute rese fragili dall’età.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30196552:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/omicidio-di-scandiano-i-carabinieri-sequestrano-l-auto-utilizzata-dall-assassino/112277/112774]]
Per molti anni Guidotti è stato impegnato anche nel volontariato, in particolare, col gruppo degli amici dell’oratorio di Rondinara, perennemente pronto a dare una mano alle feste, in cucina e nell’organizzazione, senza mai tirarsi indietro nemmeno nei compiti più umili. Sempre sorridente, sempre presente nelle “baracche” e nelle mangiate in compagnia, almeno sino a poco tempo fa.
«La perdita della sorella e il peggioramento del padre sono stati colpi molto forti», raccontano alcuni clienti di un bar di Viano. Nell’ultimo periodo “Picchio” era diventata una presenza meno assidua e meno gioviale, aggiungono altri abitanti di Rondinara.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30196548:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/omicidio-di-scandiano-il-colonnello-dell-arma-l-assassino-si-e-consegnato-ai-carabinieri/112276/112773]]
L’operaio del Comune
Giorgio Campani, la vittima, era nato, come il fratello e la sorella, a Visignolo, a pochi km di distanza da Guidotti. Aveva lavorato molti anni per il Comune di Scandiano, anche come autista di autobus, come necroforo e addetto ai servizi cimiteriali. Era andato in pensione una decina d’anni fa per motivi di salute, per un problema di deambulazione diventato sempre più grave col passare del tempo. Poco più che ventenne, si era sposato trasferendosi a Scandiano con la moglie e la figlia.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30196547:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/omicidio-di-scandiano-il-fratello-della-vittima-lui-e-l-assassino-si-contendevano-una-donna/112279/112776]]
Dopo la separazione era tornato a vivere nella zona di origine, e da diversi anni risiedeva in un’abitazione all’Osteria Vecchia, un gruppo di case sotto a Visignolo, dove aveva ereditato una porzione di edificio da un parente e dove, per un periodo, aveva anche convissuto con una nuova compagna. Lì curava galline e altri animali domestici, e si interessava di alcuni terreni di famiglia, che a propria volta coltivava. Per Guidotti come per Campani il principale giro di amicizie era quello di coetanei residenti fra Borgo Visignolo, Viano e Rondinara. Era facile trovarli nei vari locali della zona, per due chiacchiere in compagnia così come per una partita a carte.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30196546:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/omicidio-a-scandiano-i-carabinieri-nel-bar-di-rondinara-teatro-della-sparatoria/112243/112740]]
Il bar di Rondinara era, soprattutto per Campani, una tappa fissa e lo frequentava ogni giorno. Ma è sufficiente fare un giro in uno dei tanti bar che si trovano sulla tratta Scandiano-Viano per scoprire che entrambi erano persone note. Due uomini molti diversi fra loro come carattere e atteggiamento, certo, ma nessuno poteva anche solo supporre che avessero un contrasto così forte. La fondovalle Tresinaro era stata la loro vita e lì, fatalmente, è arrivato anche l’ultimo luttuoso incontro. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
