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ALTRI CONTRIBUTI 

L’impegno delle istituzioni non solo gruppi e imprese

Dalla Regione alla Camera di Commercio passando da Fondazione Manodori   Unindustria e Cna: «Cambierà il volto della nostra città» 

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REGGIO EMILIA. Non solo imprese ma anche istituzioni tra gli sponsor del progetto messo a punto dal Comitato Reggio Città Universitaria. In prima fila il Comune e la Regione che ha stanziato mezzo milione di euro. «È un fatto storico – sottolinea il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Giammaria Manghi – che si deve alla disponibilità della Curia e che dimostra la capacità reggiana di riuscire ad agire collegialmente. Qui sono radunati enti pubblici e rappresentanti di singole industrie locali per un progetto che è destinato a cambiare il profilo della città non solo dal punto urbanistico ma anche residenziale. Penso all’accoglienza di circa 1.500 universitari che troveranno nuova occasione di studio ma anche di accoglienza”. Stefano Landi, presidente della Camera di Commercio che ha previsto un contributo di 100 mila euro, afferma: «Ampliare l’ateneo è una ricchezza per Reggio Emilia e gioverà alla città e alle imprese perché consentirà di formare moderni profili professionali. Il nuovo contenitore è posto in una posizione strategica e vivacizzerà il centro storico. In pochi lustri la popolazione universitaria reggiana ha compiuto un grosso balzo e con questo progetto si consoliderà il trend positivo».

La Fondazione Manodori erogherà 300 mila euro suddivisi in tre quote di 100 mila. «Questa iniziativa – sottolinea il presidente Gianni Borghi – risponde al bisogno di promuove il sistema formativo locale. Investire sui giovani è un investimento sul presente e soprattutto sul futuro della comunità non solo locale. Sono tante le realtà pubbliche e private coinvolte e insieme contribuiremo a cambiare il volto della nostra città».

Fabio Storchi, presidente di Unindustria che si è impegnata a conferire un contributo di 100 mila euro all’anno per tre anni, dice: «La comunità reggiana e i suoi principali attori hanno deciso di collaborare per dar vita a una importante iniziativa. Li anima la convinzione che l’educazione e la formazione siano i nuovi motori dell’economia fondata sulla conoscenza. L’obiettivo che ci siamo dati va al di là dello stesso ex Seminario; la sfida è fare di Reggio Emilia un distretto universitario nel quale si coltivano conoscenze trasversali: umanistiche, meccatroniche e digitali». Anche Cna non è voluta mancare all’appello. Il presidente sottolinea come la Confederazione degli artigiani reggiani sostenga il recupero dell’ex Seminario «perché ritiene interessante il ripristino di un edificio al servizio dello sviluppo dell’Università che comincia ad essere in carenza di spazi adeguati. Abbiamo anche apprezzato le modalità operative dell’idea portata avanti dall’architetto Severi: la collaborazione privato/pubblico, con la Diocesi che si mette in gioco per restituire alla città dei giovani un luogo altamente simbolico, sono elementi che ci hanno spinto a prendere parte al progetto». —

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