Gazzetta di Reggio

Reggio

la testimonianza 

«Lo sparatore potrebbe avere pedinato la vittima»

Adr.Ar.

Il racconto di una persona presente al momento del delitto  «Chi ha sparato può aver seguito Campani, che è tornato al bar una seconda volta»

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SCANDIANO. Un pedinamento per trovare Giorgio Campani o la certezza di vederlo, come ogni giorno, nello stesso luogo?

Manco ancora alcuni tasselli nella ricostruzione delle ore trascorse da Giampietro Guidotti prima dell’omicidio di Rondinara. Non si sa con esattezza se il 58enne si sia recato direttamente al locale, dove Campani era da anni una presenza fissa anche al mattino, o se invece abbia seguito il suo bersaglio prima di entrare in azione. La seconda ipotesi è suggerita da alcune delle persone presenti al momento del delitto.

«In tanti conoscevano bene la macchina di Campani, la sua Punto bianca. Sono passato da Rondinara al mattino e non mi sembrava nello stesso punto in cui si trovava quando poi è successo tutto. Forse l’ha usata. È lunedì, a Scandiano c’è il mercato, e in tanti vanno a fare un giro o a fare commissioni», racconta uno di loro, poco ore più tardi, in un altro locale vianese.

«Campani – prosegue – secondo me, è tornato al bar una seconda volta. Forse Guidotti l’ha seguito durante i suoi spostamenti e poi ha deciso di ucciderlo quando lo ha visto seduto e tranquillo nella veranda del bar».

«Magari è solo una mia idea – aggiunge –. Nessuno, in zona, ha notato Guidotti prima delle 10. Ma è anche vero che Campani passava sempre dal bar di Rondinara, era un cliente e si vedeva spesso. Forse Guidotti si è semplicemente messo a fare il giro dei luoghi nei quali poter trovare il suo nemico e quando ha visto la macchina di Campani si è fermato. Comunque è ancora tutto molto confuso. Tanto rancore non riusciamo a spiegarlo». —

Adr.Ar.

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