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Reggio Emilia si scopre patria di pizzaioli, fra gare mondiali e programmi in tv

Luciano Salsi
Reggio Emilia si scopre patria di pizzaioli, fra gare mondiali e programmi in tv

Giuseppe Mario Amendola incoronato Speedy Gonzales, ha superato in velocità colleghi provenienti da 42 Paesi 

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REGGIO EMILIA. La specialità gastronomica più apprezzata ed esportata nel mondo ha trovato a Reggio un terreno così fertile da farne un luogo di produzione di pizze sopraffine, che sono premiate con ambiti riconoscimenti e in qualche caso raggiungono il vertice a livello internazionale. Il merito è dei tanti pizzazioli trapiantati qui dalla Campania, che mantengono fede alla tradizione della loro regione, da dove importano la mozzarella di bufala ed altri ingredienti fondamentali. Alcuni di loro si sono fatti onore la settimana scorsa nel campionato mondiale della pizza, che si svolge ogni anno alle Fiere di Parma nell'ambito della rassegna Cibus.

Tre questi eccelle lo Speedy Gonzales della pizza, un trentottenne reggiano di origine amalfitana che gestisce dal 2017 la storica pizzeria Primavera del rione Cln, in via Martiri della Bettola, dopo averla ribattezzata “Ci vediamo da Mario” incrociando il suo nome, Giuseppe Mario Amendola, con una citazione da “Certe notti” di Luciano Ligabue.

È stato incoronato per la sesta volta “pizzaiolo più veloce del mondo”. Nessun altro ha vinto un maggior numero di medaglie d'oro. L’ultima se l'è aggiudicata lo scorso giovedì nella 28esima edizione del campionato, a cui hanno partecipato più di 750 concorrenti provenienti da 42 nazioni. Ne ha superati una quarantina nella gara del pizzaiolo più veloce, una delle dodici in cui è suddivisa la competizione.

La gara consisteva nel manipolare nel minor tempo possibile cinque palline da 200 grammi di impasto predisposto dalla giuria con le stesse caratteristiche per tutti i concorrenti, che dovevano stenderle in altrettanti dischi sottili di diametro non inferiore a trenta centimetri.

Amendola ha impiegato 49 secondi e 31 centesimi. Il secondo classificato, Daniele Pausini, ha portato a termine l'operazione in 50 secondi e 3 centesimi. La prestazione del reggiano, peraltro, non è la migliore in assoluto, fra quelle che gli hanno procurato il primo posto dal 2013, fatta eccezione per l'edizione del 2016 a cui non aveva partecipato. Proprio il primo anno, quando era stato fornito un impasto più morbido e meglio manipolabile, ha spuntato il record di 36 secondi e 60 centesimi.

«Mi ha insegnato il mestiere – confessa Amendola – mia mamma Lucia Como, che viene da una famiglia di ristoratori di Amalfi e lavora con me nella pizzeria con mio fratello Raffaele e a un dipendente. Inoltre ho partecipato a corsi per pizzaioli organizzati da una ditta di Parma».

Ha partecipato al campionato anche Gennaro Giordano, titolare delle pizzerie Piedigrotta 2, in via Emilia all'Ospizio, e Fortino di Don Peppe, a San Maurizio. Mercoledì s'è aggiudicato il 16esimo posto nella gara della pizza napoletana Stg (specialità tradizione garantita) confezionandola con farina 10 cereali, semi di chia, sale di Cervia, lievito madre, salsa di pomodoro alla puttanesca, stracciatella di bufala, tartare di gambero rosso di Mazara del Vallo, fior di capperi e scaglie di oro alimentare.

E s'è piazzato al 50simo posto nella gara della pizza classica. Il mese scorso era fnito quarto nel Master chef della pizza a Massa Carrara. La sua famiglia è originaria di Tramonti, paesino della costiera amalfitana i cui abitanti hanno fondato un migliaio di pizzerie. Un altro pizzaiolo, il trentenne Alessandro Servidio, nativo di Pompei e immigrato a Reggio a sette anni, è stato selezionato con altri 17 pizzaioli per partecipare alla trasmissione in 31 puntate “Il boss della pizza”, una sfida ad eliminazione che da ieri va in onda ogni sera alle 19,45 sul canale 221 di Alice Tv. Gestisce con la sorella e quattro dipendenti la pizzeria-ristorante Ale's Pizza e-food in via Wibicky, che ha rilevato nel 2013 dopo avervi lavorato come dipendente fin da ragazzo.

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