«Riaprire il passaggio a livello che divide Scandiano in due»
SCANDIANO. Riaprire il passaggio a livello «che divide Scandiano in due». Se sarà eletto sindaco, è uno dei primi provvedimenti cui vuole dedicarsi il candidato del centrodestra scandianese Angelo Santoro.
Già alla sua presentazione, ha sottolineato di voler dedicare attenzione alle frazioni e ai collegamenti, e ora torna su un tema che in questi anni tanto ha fatto discutere, la chiusura del passaggio a livello di via Martiri della Libertà a fianco della stazione dei treni. Un’operazione resa necessaria da vecchi accordi con il gestore della rete ferroviaria regionale, ritenuta indispensabile per completare l’ammodernamento della stazione.
Con il blocco di via Martiri Scandiano si è trovata divisa in due, per molti versi, con il tracciato della ex statale a segnare il confine. A Sud, la zona storica e l’ospedale; a Nord, l’area artigianale della Contarella, le strade per Arceto e per Modena, il parco dei Cappuccini. Per Santoro si tratta di un quadro da modificare a ogni costo.
«La nostra città è divisa in due, siamo come teatranti su un palco con davanti una parete, non è possibile dialogare – dice –. Chi arriva dalla via Emilia deve fare giri molto lunghi per arrivare in centro, e dall’altro lato diventa difficile raggiungere la zona artigianale e il cimitero. Non è non una questione da poco».
«Io voglio prima di tutto chiedere una riapertura temporanea, rivolgendomi direttamente alla Regione – prosegue Santoro – e poi ragionare per un intervento definitivo che riapra via Martiri. Quando venne deciso il provvedimento il quadro era molto diverso da quello attuale: non discuto il progetto dell’epoca ma bisogna anche adattarsi ai tempi che cambiano. Oggi questa chiusura è un grosso disagio per gli scandianesi e per chi passa dalle nostre parti».
«Non è un’impresa impossibile – aggiunge –. Si può chiedere una prima riapertura, per alleggerire la situazione, e poi capire come risolvere del tutto la questione, ma Scandiano ha bisogno di quel collegamento. Si discute tanto di piazza Spallanzani, ma le mie parole sono state prese e usate in maniera pretestuosa su quel tema. Non si vuole fare niente su un problema che divide in due la città? Questa deve essere una priorità».
La chiusura di viale Martiri ha provocato dal 2015 una rivoluzione della viabilità, togliendo il principale accesso Nord-Sud.
Oggi le alternative sono gli accessi all’area artigianale dal lato di Chiozza e il giro dal quartiere Bisamar dal lato opposto, quasi all’incrocio fra l’ex statale e via Mazzini. Questo tragitto tocca però un punto caratterizzato da scuole e da zone residenziali, in cui il traffico, per i residenti, è un disagio pesante. Non a caso, in questi anni, sono stati avviati provvedimenti sperimentali proprio per trovare soluzioni alternative, ma il “blocco” del passaggio a livello, continua a complicare ogni ipotesi progettuale. —
Adr.Ar.
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