«Ricostruire il movente è la cosa più complessa»
Dopo ore di analisi e ricerca di elementi utili alle indagini il comandante provinciale dei carabinieri fa il punto della situazione
Scandiano. «Al momento attuale si sta procedendo nei confronti di un soggetto per omicidio. È stato fermato e si trova ora presso la Tenenza di Scandiano per gli approfondimenti del caso. L’omicidio è avvenuto alle 11. Ci sono testimoni che stanno fornendo indicazioni per avere una ricostruzione più precisa del fatto. Il movente? È l’aspetto più complesso sul quale stiamo lavorando».
Queste le prime parole del colonnello Cristiano Desideri, giunto in via per Viano, al Blue bar, a seguire personalmente il lavoro dei suoi uomini e gli sviluppi investigativi. Ai giornalisti ha poi rilasciato alcune dichiarazioni in merito all’omicidio e a quanto era possibile anticipare di ciò che era stato raccolto fino a quel momento dagli inquirenti.
«Il fermato non si è allontanato – ha confermato davanti ai taccuini e alle telecamere – Ha atteso l’arrivo dei carabinieri di Scandiano sul posto e si è consegnato immediatamente, senza opporre alcuna resistenza».
Anche in merito alla pistola usata da Giampietro Guidotti per compiere l’omicidio a sangue freddo dell’amico Giorgio Campari, ha affermato: «L’arma è stata consegnata, si tratta di un revolver che era regolarmente detenuto».
Il lavoro dei carabinieri ieri mattina al Blue bar è durato ore, sotto lo sguardo del colonnello e dei suoi immediati collaboratori. Con i militari anche il sostituto procuratore Giacomo Forte, che, non appena è stato informato dell’accaduto, si è precipitato a Rondinara. Qui ha seguito il lavoro di ricerca degli elementi utili a dipanare le indagini e si è fermato a parlare per diversi minuti anche con il medico legale. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google