Gazzetta di Reggio

Reggio

Baiso 

Sequestrato nell’abitazione un arsenale di armi da fuoco

Adr.Ar.

L’omicida deteneva legalmente nel borgo di Ca’ Abati pistole e fucili ad uso sportivo che sono stati presi in consegna dai carabinieri dopo il delitto

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BAISO. Pistole di vario genere, carabine, fucili a canna rigata. È piuttosto ampia la dotazione di armi da fuoco di Giampietro “Picchio” Guidotti, da sempre appassionato del settore. Negli anni ha assemblato una corposa collezione di armi, fra cui la pistola che poi ha utilizzato ieri mattina per uccidere Giorgio Campani nel bar di Rondinara.

Un arsenale regolarmente registrato e detenuto in casa, con un porto d’armi per uso sportivo rinnovato nel 2018. In base alla legge italiana è possibile tenere nella propria abitazione pistole e fucili, se in possesso di un’abilitazione per l’attività sportiva: si tratta di un permesso da rinnovare ogni sei anni, che prevede una visita medica da superare. La licenza consente di utilizzare questi oggetti in strutture abilitate come il tiro a segno. A differenza di molti altri abitanti della zona, Guidotti non va a caccia, ma la passione per le armi da tiro (anche ad aria compressa) lo accompagna sin da giovanissimo. Ieri pomeriggio, nelle prime ore dopo il delitto, diverse pattuglie dei carabinieri hanno subito provveduto a mettere in sicurezza la sua dotazione di fucili e pistole assortite, custodita nell’abitazione di Ca’ Abati. L’operazione ha evidenziato quanto fosse fornito il piccolo arsenale.

Sarebbe stato rischioso lasciare diverse armi in un luogo isolato, in cui presumibilmente per diverso tempo non vi sarà presidio. Nel borgo abita soltanto Guidotti mentre un’altra abitazione è utilizzata dai proprietari soltanto nel periodo estivo per le vacanze. —

Adr.Ar.

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