«Si contendevano la donna ma nessuno immaginava»
Il possibile movente nel racconto di un conoscente di Campani e Guidotti Il fratello del morto: «Se ce l’hai con qualcuno gli dai un pugno, non gli spari»
baiso. Dietro all’omicidio del 60enne Giorgio Campani per mano dell’amico di 58 anni Giampietro Guidotti, detto “Picchio”, ci potrebbero essere motivi passionali. Legati a una donna che i due si contendevano. A dirlo è una persona molto vicina alla vittima e che conosce molto bene il rapporto che esisteva tra i due amici, ma che preferisce rimanere anonima.
«Non me lo aspettavo di certo. Non sapevo neanche che avessero discusso tra loro – racconta –. Erano amici da una vita: andavano a scuola insieme. Quello che è successo ultimamente non lo so... Ma so che c’era un problema con delle donne. Giorgio frequentava una donna e poi ci sarebbe andato anche Giampietro, o viceversa. Se la contendevano».
Parole arrivate sicuramente anche agli inquirenti che, nelle ore successive all’omicidio, hanno raccolto parecchie testimonianze. Alcune delle persone presenti nel bar alle 11 di ieri hanno assistito, impotenti e terrorizzate, a quanto stava succedendo. Sono state queste, per prime, a venire sentite e sono state portate alla Tenenza di Scandiano per verbalizzare la loro testimonianza.
I militari dell’Arma hanno ascoltato anche i parenti della vittima e dell’omicida. In particolare al Blue bar sono arrivati l’ex moglie e la figlia, e il fratello di Campani, Amilcare. Tutti si sono resi disponibili a collaborare e sono rimasti a lungo sul luogo dell’omicidio, a disposizione degli inquirenti.
Molti in paese conoscevano il forte legame tra Giorgio Campani e Giampietro Guidotti. Entrambi molto conosciuti, anche per la loro attività nel volontariato. Tra i due uomini c’era un’amicizia nata nell’infanzia, dai banchi di scuola e cresciuta con loro negli anni. Due caratteri forse anche diversi tra loro, ma che avevano condiviso molte esperienze consolidando un legame forte e improntato alla giovialità e alla goliardia. La loro complicità anche in fatto di donne era diventata motivo di conversazione e scherzo anche tra gli altri amici.
Campani era separato da tempo dalla moglie e i due erano soliti andare insieme in cerca della compagnia femminile nei locali da ballo. Tutto è andato bene fino a quando, tra i due, sono nati i primi attriti in merito proprio alle donne frequentate. Contese amorose che hanno dato ossigeno a gelosie e rancori, forse covati da tempo, alimentando la rabbia che, dagli sguardi biechi e dalle ripicche, ha poi portato “Picchio” ad armarsi contro l’amico.
«Ero a Solignano. Ho saputo che gli avevano sparato. Pensavo fosse ferito e invece l’ho trovato morto – è il drammatico racconto di Amilcare Campani –. Non mi capacito. Se uno ce l’ha con qualcuno gli dà un pugno, ma non gli spara senza neppure parlare... Chi era lì a fianco, ha raccontato che Pietro è arrivato e ha sparato, senza dire niente, poi ha detto di chiamare i carabinieri». —
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