Si è consegnato ai carabinieri «Non ce la facevo più»
Dalle 11 fino alle 14 i militari dell’Arma esperti in rilievi scientifici hanno setacciato all’interno e all’esterno del locale e anche le auto
scandiano. Il Blue bar di Rondinara è stato raggiunto, nei minuti successivi al delitto, da diversi mezzi dei carabinieri e dal sostituto procuratore Giacomo Forte.
Le motivazioni genericamente passionali, se confermate, dovranno prendere una precisa consistenza. Gli inquirenti stanno verificando se possano prefigurarsi altri gravi fatti come usura, estorsione, stalking per fatti sentimentali, che potrebbero esserci dietro alla contesa per una donna finita con un omicidio così incredibilmente efferato.
Al loro arrivo i militari hanno trovato l’omicida, Giampietro Guidotti, dentro al suo Peugeot Partner Tepee, in attesa, proprio come lui stesso probabilmente aveva appena riferito telefonando al 112, subito dopo avere ammazzato l’amico Giorgio Campani, con due colpo di pistola sparati a bruciapelo tra gli occhi.
L’uomo si è consegnato senza alcun tentativo di reazione. «Non ce la facevo più», avrebbe detto ai militari, che lo hanno preso in consegna e portato alla Tenenza di Scandiano, dove è stato di nuovo ascoltato dagli inquirenti e dove poi è stato formalizzato l’arresto.
Con lui è stata trovata e sequestrata anche l’arma usata per l’omicidio, un revolver detenuto legalmente da Guidotti, nella cui casa sono stati trovati diversi fucili e pistole.
L’area davanti al Blue bar, intanto, è stata immediatamente circondata dal nastro bicolore. Il lavoro dei carabinieri sul luogo del delitto è stato lungo e minuzioso. Negli stessi momenti altri carabinieri hanno raggiunto le abitazioni della vittima e dell’assassino procedendo alle perquisizioni.
Davanti al Blue bar prima è stata esaminata l’auto dell’assassino, parcheggiata nell’ampia area di sosta a fianco al locale. La Peugeot è stata poi portata via da un carroattrezzi. Lo stesso è avvenuto per la Fiat Punto di Campani, che era invece parcheggiata subito davanti al bar, ben visibile dalla strada.
Su questa macchina sono proseguiti i controlli dei carabinieri, che, più volte l’hanno aperta, cercando qualcosa al suo interno, fino alle tasche delle portiere e sotto la ruota di scorta nel baule posteriore.
In via per Viano 22 a entrare in scena per primi sono stati i militari dell’Arma esperti in rilievi scientifici e il medico legale. Il cadavere e la scena del delitto nella sala del bar, ben visibile per gli ampi finestroni vicino all’ingresso, sono stati analizzati con perizia e a lungo, davanti agli occhi del sostituto procuratore Forte.
Dal momento del delitto, avvenuto intorno alle 11, fino all’intervento del necroforo che ha recuperato la salma intorno alle 14, il lavoro degli inquirenti è proseguito ininterrotto. Gli inquirenti non possono permettersi di escludere alcuna pista e hanno fatto verifiche minuziose per dare un senso al gesto più assurdo. —
M.F./T.S.
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