Sponsor in fila per trasformare il seminario in sede di Unimore
Imprenditori convinti nell’assoluto valore del progetto «Così si contribuisce alla formazione di giovani talenti»
REGGIO EMILIA. Uno schieramento di forze nutrito e variegato quello che concorre alla realizzazione del progetto che trasformerà l’ex Seminario in terzo polo della sede reggiana di Unimore. Energie pubbliche e private, istituzioni e imprenditori. Di seguito diamo la parola ad alcuni degli imprenditori coinvolti.
A partire da Claudio Ognibene, presidente e amministratore delegato del gruppo Ognibene Power che ha annunciato un contributo di 60 mila euro: «Crediamo in un nuovo polo universitario di eccellenza per la Meccatronica e Industria 4.0 che nascerà a Reggio Emilia e che potrà sviluppare in particolare progetti nell’ambito dell’agricoltura di precisione. Lì testeremo, con i nostri sistemi, le interazioni uomo-macchina e i trattori a guida autonoma satellitare Gps. La ricerca non si ferma mai e non a caso anche noi siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti ed esperti professionisti».
Matteo Storchi, presidente e amministratore delegato di Comer Industries precisa: «Nel mercato globale in cui oggi operiamo, lo sviluppo delle competenze è sempre di più un elemento strategico e investire in questo progetto significa quindi per noi contribuire alla formazione di giovani talenti in un territorio che dovrà avere sempre più elementi distintivi per competere».
Così come Paolo Bertazzoni, ad dell’omonima azienda: «Partecipiamo a questa iniziativa – sottolinea Bertazzoni – perché crediamo nella formazione umanistica e scientifica delle nuove generazioni e nel valore aggiunto sociale e umano che la cultura può generare oggi e nel futuro. L’iniziativa Reggio Città Universitaria è un ulteriore esempio di come la virtuosa collaborazione tra aziende, enti morali ed enti locali può veramente fare bene alle nostre comunità e al nostro Paese, promuovendo l’interesse generale».
«Anche la proprietà di Argo Tractors – si legge in una nota dell’azienda stessa – ha risposto con convinzione all’invito presentato dal Comitato per il recupero e la valorizzazione dell’ex seminario Vescovile. La scelta di supportare il progetto a favore di Unimore per la creazione di nuove aule, laboratori e di una foresteria per gli studenti è legata all’attenzione che Argo Tractors rivolge da anni alle iniziative del proprio territorio. Iniziative che coinvolgono sia il polo accademico sia gli istituti di formazione superiore come Its Maker; con ognuna di queste realtà il legame è strategico. La logica che accompagna questa strategia è quella di rafforzare, dall’interno, il distretto industriale di Reggio Emilia e lo strumento chiave per il successo del comparto è la cooperazione attiva fra industria, sistema formativo ed istituzioni locali».
L’azionista e dirigente di Rcf Mauro Macchiaverna non ha dubbi sulla validità dell’iniziativa: «Rcf Spa è orgogliosa di contribuire al progetto che favorirà lo sviluppo di nuovi corsi di laurea necessari alla creazione di competenze specifiche per affrontare la nuova rivoluzione in atto denominata Industria 4.0. Siamo convinti che il progetto di creare un Distretto Universitario che sviluppi corsi di laurea per l’apprendimento di competenze “meccatroniche e digitali”, permetterà alle aziende del territorio e non solo di evolversi al fine di continuare a competere sui mercati nazionali ed esteri».
Anche Giulio Corghi, presidente di Nexion spa, illustra le motivazioni che lo hanno portato a partecipare a questo importante progetto: «Fare impresa significa partecipare alla vita sociale dei luoghi in cui si sviluppa la propria attività. La formazione professionale, tecnica e culturale a tutti i livelli è fondamentale per la vita delle aziende che vogliono sviluppare nuove competenze in mercati sempre più evoluti. Per questi motivi e perché crediamo fortemente nel ruolo e negli obblighi degli imprenditori, il gruppo Nexion, presente in Emilia da oltre sessant’anni, ha deciso di finanziare la realizzazione del nuovo polo universitario nell’ex Seminario reggiano». —
Luigi Vinceti
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