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Viticoltura reggiana 

Al via il lancio di insetti “antagonisti” per la difesa sostenibile del Lambrusco

Claudio Corradi
Al via il lancio di insetti “antagonisti” per la difesa sostenibile del Lambrusco

Nel mirino un fitofago del tutto nuovo, la cocciniglia, che l’anno scorso ha abbattuto drasticamente le produzioni

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REGGIO EMILIA. La stagione viticola 2019 esordirà con una iniziativa unica: si tratta dell’adozione di insetti utili al controllo naturale di un fitofago del tutto nuovo che dallo scorso anno sta preoccupando i viticoltori del Reggiano. Il “Progetto Cocciniglia”, promosso da Cantine Riunite & Civ a favore dei soci, è stato avviato dopo una serie di valutazioni compiute a seguito di sperimentazioni con l’obiettivo di valutare la pericolosità del fitofago per la produzione sostenibile del Lambrusco.

Il nemico

La “Cocciniglia” è un insetto che non è stato mai presente a livelli degni di nota per il nostro territorio e che invece, nel 2018, ha avuto modo di diffondersi rapidamente e far conoscere ai viticoltori reggiani la gravità della sua presenza e la sua capacità di abbattere drasticamente le produzioni soprattutto in prossimità della raccolta. Una situazione che ha allarmato i viticoltori e che merita di essere gestita al meglio per evitare l’ulteriore diffondersi del fenomeno limitando la massimo la veicolazione dell’insetto da vigneto a vigneto ed attuando una difesa efficace ma al tempo stesso sostenibile. Proprio per individuare la strategia di intervento più efficace e risolutiva il servizio agronomico di Cantine Riunite & Civ si è subito messo al lavoro. «Nell’area dove è già presente la Cocciniglia Farinosa Planococcus ficus – spiega Matteo Mora, agronomo del gruppo – si è andata a sovrapporre una nuova cocciniglia esotica, lo Pseudococcus comstoki. Condizioni particolarmente favorevoli al loro sviluppo nel corso dell’estate 2018 hanno portato la loro diffusione da circoscritta ad endemica». «Per questo – prosegue Mora – a seguito di un attento lavoro di monitoraggio abbiamo registrato come la situazione si presentasse variegata. Ci siamo posti il problema di una strategia di contenimento a basso impatto ambientale che ci permettesse di raggiungere anche quelle aziende dove è registrata la sola presenza senza che questa abbia fatto danni».

L’Antidoto

«Abbiamo puntato – prosegue Mora – sull’opportunità di incrementare possibili contenimenti naturali su larga scala deliberando di corrispondere un contributo economico ai soci che, nell’ambito della difesa alle Cocciniglie, attueranno il lancio di insetti utili antagonisti nelle zone che hanno evidenziato la presenza del parassita. Il progetto interesserà i vigneti dei nostri soci per una superficie che si avvicinerà ai 2.500 ettari dislocati fra la provincia di Reggio e quella di Modena. Una iniziativa che coinvolgerà oltre 500 aziende viticole che hanno accolto con interesse questa opportunità».

Il progetto

«Il progetto – spiega l’agronomo – dal punto di vista pratico consiste nella immissione in campo di insetti antagonisti quindi “materiale” vivo, che dovrà essere distribuito su di un’area vasta, nei tempi opportuni dettati dal ciclo biologico delle cocciniglie. L’esordio sarà il lancio di Anagyrus pseudococci, poi faremo anche lanci di Cryptolaemus montrouzieri a fine giugno. La sfida è importante. La maggior parte del lavoro consisterà nel coordinamento della distribuzione, tanto che per essere supportati da questo punto di vista abbiamo coinvolto tutti i fornitori di mezzi tecnici della zona attraverso una serie di incontri nei quali abbiamo illustrato il nostro progetto nei modi e nei tempi». «Si tratta – prosegue – di una novità assoluta – e pur trattandosi di una tecnica apparentemente semplice, necessita di uno scrupoloso rispetto delle tempistiche anche da parte degli agricoltori che sono stati informati attraverso incontri tecnici e materiale descrittivo. A supporto delle aziende abbiamo anche istituito una rete di “aziende pilota” nelle quali faremo degli incontri settimanali per fare il punto della situazione e monitorare i risultati della strategia».

Saranno quindi portati in campo 2,5 milioni di insetti allevati appositamente per evitare l’utilizzo di trattamenti chimici e ristabilire un equilibrio naturale nel vigneto.

L’obiettivo

«L’obiettivo del nostro progetto – conclude Mora – è prima di tutto la formazione degli agricoltori per renderli autonomi e capaci di valutare per tempo la presenza dell’avversità. In secondo luogo questo progetto offre l’opportunità di far prendere maggior dimestichezza con tecniche di difesa innovative, efficaci ed ecologicamente virtuose. Ovviamente la sostenibilità, perché non rimanga una scatola vuota, va riempita con i fatti: questo progetto va infatti ad affiancarsi al contributo della cooperativa verso i soci, in piedi già da anni, per il controllo della Tignoletta con la tecnica della confusione sessuale. Questo è un impegno concreto dell’Amministrazione di Cantine Riunite & Civ ed è un aspetto caratterizzante la qualità dei nostri prodotti».

Il progetto di Cantine Riunite & Civ ha avuto una grande risonanza sul territorio e anche per questo molti altri viticoltori reggiani soci di altre cantine nei primi giorni di maggio ricorreranno all’utilizzo di insetti utili per contrastare in modo biologico la presenza della Cocciniglia. Questo anche se il costo della difesa sarà superiore e indipendentemente dal fatto che aderiscano ai disciplinari di produzione biologica od integrata fra i quali le differenze stanno peraltro diventando sempre più sottili.

In preparazione a questa novità il Consorzio Fitosanitario ha organizzato per oggi due incontri in campo con altrettante simulazioni di lancio di insetti utili con lo scopo di formare al meglio i viticoltori. Il primo avrà luogo oggi alle 9 a Mandrio di Correggio in via San Pellegrino 29 e il secondo alle ore 15 a Fellegara in via Brugnoletta 5.

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