«Pietro mi ha sempre aiutato Incredibile quanto accaduto»
Parla Hamed, un marocchino che viveva accanto all’omicida e che racconta la vita nella cascina isolata in zona Casa degli Abati
BAISO. È un borgo di poche case, alcune diroccate altre risistemate, quello in cui vive Giampietro Guidotti, a Casa degli Abati, non lontano alla chiesa di Visignolo.
Qui, ieri, c’era Hamed, un marocchino che Guidotti ha aiutato negli anni. È lui stesso a raccontarlo. «È una persona buona, che aiuta tutti. Io sono marocchino musulmano, lui è cattolico: quando ho avuto bisogno, ha fatto tanto per me. Mi ha aiutato anche per il permesso di soggiorno», confida, incredulo lui, come tanti altri che conoscono Guidotti da tempo, rispetto a quanto accaduto.
Racconta che qui il 58enne faceva una vita isolata, occupandosi delle sue terre ma che ultimamente non stava neanche molto bene, acciaccato per vari problemi alla schiena. Inoltre, il padre è all’ospedale e le cose non vanno bene.
Di fronte all’abitazione di Guidotti – che si vede essere stata rimessa a posto ma il cui aspetto è comunque trascurato, come può esserlo una casa in cui vivono due uomini soli – c’è un altro edificio che, raccontano da queste parti, era di proprietà della famiglia della vittima, di suo nonno per la precisione, e quindi ora degli eredi. E che anche per quelle proprietà così vicine qualcuno dice che nel tempo assassino e vittima abbiano avuto da dire. Ma sono parole che non trovano appigli e conferme. Si scandagliano anche queste, cercando anche in qualche possibile diatriba di quel tipo il movente per un gesto che nessuno di coloro che conoscono Guidotti avrebbe mai detto che lo stesso sarebbe stato in grado di compiere. —
El.Pe.
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