Premio Ferrari: 5mila euro consegnati a due neo-laureati
REGGIO EMILIA. Il decimo Premio Enrico Ferrari è stato assegnato ieri a due giovani neo laureati del Dipartimento di Comunicazione ed Economia. Si tratta della reggiana Greta Simonelli, che ha conseguito la laurea magistrale in Economia e Diritto per le imprese e le pubbliche amministrazioni, discutendo la tesi “La tutela dell’ambiente nel sistema di risoluzione delle controversie dell’Omc: l’applicazione delle disposizioni specifiche degli Accordi allegati e l’incidenza delle norme di diritto internazionale generale”. Relatore il professor Stefano Silingardi.
E di Dario Longobardo, origine genovese, che ha discusso la tesi dal titolo “Temi: concetti e valori del dibattito politico della seconda repubblica” con la professoressa Maria Cristiana Martini.
Entrambi hanno ottenuto il punteggio di 110 e lode.
Ad ognuno di loro spettano i 5.000 euro messi a disposizione dalla famiglia Ferrari che in questo modo tiene vivo il ricordo di Enrico, uno dei protagonisti della vita economica reggiana dello scorso secolo.
Alla cerimonia erano presenti i figli Paolo, Giorgio ed Annamaria, figli dello scomparso, e i nipoti.
Il pro rettore Riccardo Ferretti ha ringraziato per l’attenzione che la famiglia Ferrari riserva all’ateneo e come questo sia un modo perfetto per ricordare un personalità di spicco della Reggio del Novecento. Un analogo apprezzamento è venuto dalla professoressa Giovanna Galli.
Ad entrambi ha risposto Giorgio Ferrari, presidente Credem, che ha confermato la collaborazione con l’ateneo nel ricordo del padre.
E la nostra concittadina Greta Simonelli?
Con visibile emozione ha raccontato di essere nata e di vivere in montagna, vicino al Ventasso, fra Cinquecerri e Ligonchio. È nata a Castelnovo Monti il 20 ottobre 1993 e si è diplomata al Liceo scientifico Cattaneo Dall’Aglio.
Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Giuridiche ed ha svolto un tirocinio a Londra. Il papà opera in una impresa di tecnologia elettrica e la mamma conduce un negozio a Rubiera. «Gli studi? – parole sue – . Li ho scelti io, perché mi piace il diritto e poi l’economia può essere utile».
Le si leggeva in faccia tutta la soddisfazione. —
L.V.
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