Gazzetta di Reggio

Reggio

Cambio ai vertici 

Simone Vecchi eletto nuovo segretario della Fiom reggiana

Roberto Fontanili

Il fratello del sindaco uscente Luca pone tre temi «Calo delle tessere, donne penalizzate, rapporti unitari» 

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Cambio al vertice della Fiom reggiana con l’elezione ieri del candidato unico Simone Vecchi che ha ottenuto 93 voti a favore, 13 voti contrari e 5 astenuti. Simone, fratello del sindaco uscente di Reggio Luca Vecchi, dopo avere lavorato alla Camera del lavoro di Bologna (dove nel frattempo si è laureato in Fisica) è tornato nel 2012 a Reggio per approdare prima nella segreteria provinciale Fiom e poi succedere a Sergio Guaitolini. A tenere a battesimo il segretario del maggior sindacato di categoria della Cgil con oltre 15 mila iscritti (escluso lo Spi) il segretario nazionale Fiom Francesca Re David che ha chiuso l’assemblea dei delegati. Un cambio annunciato per il raggiungimento dell’età pensionabile di Guaitolini e con Vecchi che nella sua relazione ha posto tre temi centrali.

«Il primo – ha detto – è il tesseramento: la Fiom negli ultimi due anni ha perso iscritti, anche perché ci sono tanti giovani che entrano nelle aziende e non possono iscriversi al sindacato». Il secondo, ha aggiunto, è che «anche in Cgil e in Fiom c’è un problema di genere. Le donne in fabbrica guadagnano meno degli uomini e sono poche quelle che hanno ruoli di coordinamento. Per questo se le donne della Fiom penseranno ad assemblee separate troveranno il mio accordo».

Il terzo problema è quello dei rapporti unitari. Un tema talmente caldo e divisivo a Reggio che potrebbe portare a ulteriori fratture, tanto che Simone Vecchi ha preferito affrontarlo a porte chiuse chiedendo alla stampa di uscire.

I temi introdotti dal neo segretario sono stati affrontati anche dal segretario Francesca Re David, che è partita da un giudizio negativo sull’attuale governo. «Noi vediamo – ha spiegato – una grande continuità con i governi precedenti. Sono vent’anni che mancano politiche e investimenti pubblici che facciano da volano all’investimento privato. Siamo il secondo Paese per manifattura, viviamo di esportazioni e perdiamo degli asset strategici mentre la distanza tra nord e sud aumenta e le imprese sono lasciate libere». Rispetto agli ultimi provvedimenti Re David ritiene che «in una fase di ingiustizia sociale, “quota 100” mette una toppa ma non è una riforma, così come il reddito di cittadinanza». Per poi chiedersi: «Ma a chi si prenderanno i soldi necessari se in questo Paese l’85% delle tasse viene pagato da dipendenti e pensionati? Serve un piano di investimenti su lavoro e servizi e bisogna dire basta alla fomentazione dell’odio verso i più poveri e i migranti che è un modo per nascondere i problemi». Infine sul tema dei rapporti tra i sindacati, per il segretario Fiom «l’unità va conquistata di volta in volta. A Reggio la situazione è diversa, ma su Fca ad esempio è stato firmato per l’ennesima volta un contratto che esclude la Fiom, poi il giorno dopo eravamo insieme a presentare la piattaforma per Leonardo. Abbiamo proclamato uno sciopero unitario mentre nelle aziende cerchiamo l’accordo di volta in volta e non esiste un’unità». —





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