Gazzetta di Reggio

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Traffico illecito di cani Smantellata una banda e salvati 237 cuccioli

Ambra Prati
Traffico illecito di cani Smantellata una banda e salvati 237 cuccioli

Due persone (un terzo è irreperibile) accusate di associazione a delinquere Undici persone, tra le quali tre reggiani, indagate per frode in commercio

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I cani di razza venivano prelevati in auto in Slovacchia e rivenduti in Italia tramite annunci online con documentazione e vaccinazioni fasulle, tant’è che molti dei cuccioli – comprati in buonafede dai padroni – morivano in breve tempo.

I carabinieri del Gruppo Forestale di Reggio Emilia hanno scoperto un’associazione a delinquere che aveva il suo fulcro in città e diramazioni in tutta Italia.

L’hanno chiamata “Operazione Crudelia”, perché a capo del sodalizio c’erano una donna di 29 anni (E.I., nativa di Praga e residente a Reggio Emilia), il marito di 37 anni (P.A., origini napoletane e residente in città) e il padre di 54 anni (E.W., cittadino della Repubblica Ceca), quest’ultimo irreperibile e ricercato.

I tre sono sottoposti alla misura cautelare del divieto di espatrio e di dimora in nove regioni del centro-nord, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di animali da compagnia, maltrattamento di animali, frode in commercio, falsità di atti e truffa.

Sono indagate a piede libero – per i soli reati di traffico illecito di animali da compagnia e frode in commercio – altre 11 persone (di Piacenza, Ravenna, Grosseto, Bergamo e Milano), tra le quali tre reggiani.

PEQUISIZIONI

Con un blitz eseguito all’alba da una sessantina di carabinieri (Forestale, compagnia di Reggio e Nucleo Investigativo di Piacenza), sono scattate in contemporanea l’esecuzione delle ordinanze e le perquisizioni, che hanno portato al sequestro di otto auto, apparecchi informatici (cellulari, computer, tablet, registratori di cassa), documenti (registri, libretti sanitari), microchip e farmaci veterinari.

L’INDAGINE

L’indagine è partita il 14 novembre 2017, quando i carabinieri hanno fermato vicino al casello reggiano dell’A1 una Station Wagon condotta da un 53enne: nel bagagliaio, in diversi scatoloni, erano ammassati 23 cuccioli (17 bulldog francesi blu, 4 maltesi, 2 volpini e un carlino), privi di microchip e libretto veterinario, con flaconcini di vaccino vuoti (l’autista lo aveva evidentemente somministrato) e il particolare agghiacciante di due scatole vuote, prima forse occupate da cuccioli spirati durante il lungo tragitto. Partendo da quel rinvenimento – e incrociando numerose denunce per truffa, presentate da privati che avevano visto spirare dopo pochi giorni i cuccioli acquistati e pretendevano un risarcimento – il Gruppo Forestale dell’Arma ha iniziato un’attività di intercettazioni ambientali e telefoniche.

I MOVIMENTI GPS

Si è così scoperto, tramite i movimenti Gps, che non solo quell’auto, ma altre tre vetture riconducibili ai soggetti osservati facevano la spola tra Nitra, località della Slovacchia, e Reggio, base degli ordini e dello smistamento. Dopo mesi di accertamenti, coordinati dal pm Valentina Salvi, si sono potuti definire i ruoli. La 29enne al vertice organizzava i “rifornimenti”, gestiva i siti internet locali per capire le razze richieste, poi pubblicava annunci su siti internet nazionali ed effettuava le consegne; lei, come il coniuge, risulta disoccupata e secondo gli inquirenti il suo “lavoro” reale era a tempo pieno. Il padre effettuava dei viaggi, da solo o insieme ad altri indagati, trasportando i cani fino alla residenza della figlia nella periferia cittadina. Il marito, oltre a partecipare al trasporto, acquistava e compilava (con firme e perfino timbri falsi del servizio sanitario nazionale) i libretti veterinari e gestiva la “rete” di vendita dei cagnolini, sia ad esercizi commerciali sia a privati.

Tre gli esercizi commerciali coinvolti, nessuno dei quali a Reggio: un negozio di toelettatura di Piacenza, un negozio della Spezia e un allevamento di Bergamo. Tra gli undici indagati compaiono tre reggiani: due 36enni napoletani residenti in città e un 45enne di origini cilene residente in provincia. —



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