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Vandali nella sede di Daviddi vetrata rotta, televisore sparito

Adriano Arati

Presi di mira con un tombino, durante la notte, i locali di via Gramsci Il candidato: «Una ragazzata, ma sono amareggiato». Solidarietà bipartisan

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CASALGRANDE. La vetrata spaccata, la stanza devastata, gli arredi sottosopra e un vecchio televisore sparito.

Non è stato il migliore dei risvegli, quello passato ieri dal gruppo di sostenitori di Giuseppe Daviddi, candidato sindaco per la formazione civica “Noi per Casalgrande” alle prossime elezioni comunali casalgrandese. La sede del comitato elettorale in via Gramsci 14, nella zona dei Boglioni, nel centro del capoluogo, era stata inaugurata sabato pomeriggio alla presenza dei simpatizzanti di “Noi per Casalgrande”. Fra martedì e mercoledì è diventata il bersaglio di un vandalismo notturno dalle motivazioni ancora non chiare.

Approfittando del buio, mani ancora ignote prima hanno provato a forzare l’ingresso al salone, chiuso da porte a vetri con infissi in metallo. Non riuscendo a far saltare la serratura, gli autori hanno preso un pesante tombino con cui hanno infranto la vetrata per aprirsi un varco verso l’interno. Una volta nello stanzone, hanno messo tutto sottosopra, probabilmente alla ricerca di oggetti di valore, prima di andarsene portando via un televisore. Mercoledì mattina, i primi passanti hanno notato la confusione e dato l’allarme, avvisando Daviddi e gli altri componenti del gruppo.

Da lì, la segnalazione ai carabinieri della stazione locale, intervenuti per effettuare i rilievi. Ora i militari cercheranno anche di acquisire eventuali immagini video, sperando di trovare in zona telecamere di sorveglianza che possano aver ripreso almeno parte dell’azione. La matrice del gesto non è definita. In un altro periodo si sarebbe pensato a un vandalismo o a un furto, ma il tipo di luogo, e l’avvicinarsi del voto, lasciano comunque qualche dubbio.

«L’ipotesi principale è che sia stata una ragazzata, un gesto stupido forse pensato per prendere il vecchio televisore che avevamo lasciato in sede, non c’era molto altro», racconta lo stesso Daviddi. «Per ora propendiamo per questa ipotesi, è chiaro che l’ombra del dubbio rimane. Ed è altrettanto chiaro che siamo molto amareggiati, è un brutto gesto in una sede che avevamo appena aperto. Anche se si è trattato solo di una ragazzata, è comunque un segnale chiaro che a Casalgrande qualcosa non funziona. Anche perché non è la prima spaccata che avviene», continua. Il danno, per fortuna, è rimediabile: «Abbiamo subito contattato un’azienda specializzata e abbiamo sistemato il vetro, poi penseremo alla parte in metallo. Abbiamo visto la serratura forzata, non riuscendo ad aprire, hanno usato il tombino».

La notizia del danno ha generato tante chiamate verso Daviddi, da parte degli altri candidati sindaci e dai rappresentanti politici: «Vorrei davvero ringraziare tutti gli altri candidati, in mattinata mi avevano già contattato tutti per darmi vicinanza. Dico sempre che non sono nemici, ma avversari politici, e che ci deve essere rispetto». —

Adriano Arati

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