Gazzetta di Reggio

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sindacati sul piede di guerra 

Caso diamanti, i dipendenti al fianco dei clienti ingannati

Luciano Salsi
Caso diamanti, i dipendenti al fianco dei clienti ingannati

I rappresentanti di categoria annunciano una protesta per ribadire il supporto dei lavoratori dell’ex Banco agli acquirenti raggirati

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reggio emilia. I dipendenti dell’ex-Banco San Geminiano e San Prospero, ora assorbito dalla Banca Popolare di Milano, non ci stanno a fungere da capro espiatorio da offrire in pasto ai clienti inferociti per lo scandalo dei diamanti. Affermano la loro buona fede nella vendita dei preziosi a prezzi assai più alti di quelli poi spuntati dal mercato, dal momento che molti di loro sono caduti nel tranello acquistandoli sulla base delle informazioni fuorvianti fornite dai vertici dell’istituto di credito.

Perciò si schierano a fianco della clientela ingannata nel chiedere il rimborso integrale di tutti gli investitori coinvolti. È la linea fatta propria da tutte le rappresentanze sindacali di categoria dopo l’assemblea molto partecipata dei dipendenti di Bpm di Reggio Emilia e provincia.

I rappresentanti di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin annunciano che la sosterranno probabilmente con una mobilitazione supportata da una manifestazione pubblica alla quale saranno invitati i clienti. Lo scandalo dei diamanti da investimento ha coinvolto Banca Intesa, Unicredit, Mps e Banco Bpm. Solamente Bpm non sì è ancora reso disponibile al rimborso integrale delle somme investite dai propri clienti.

Questa scelta, secondo i dipendenti, ha duramente leso l’immagine della banca e dei suoi lavoratori. La clientela è stata lasciata sola anche dopo il fallimento della società International Diamond Business, di cui gli istituti di credito fungevano da intermediari. Bpm, infatti, non ha fornito alcun supporto ai clienti nelle procedure da esperire per il recupero della pietra dalla stessa Idb. Quindi, lamentano i sindacati, «ai dipendenti della banca è stato lasciato l’onere di gestire una situazione sempre più insostenibile e non da loro posta in essere. La Banca si deve assumere le proiprie responsabilità anche economiche, oltre che etiche e morali». –

Luciano Salsi

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