Compra stoviglie usa e getta per 120.000 euro e non le paga. Denunciato per trufffa
Gattatico, nei guai un 50enne residente a Napoli che aveva acquistato la merce da un'azienda di Prato, spacciandosi come proprietario di una società di Bologna che nulla sapeva degli ordini
GATTATICO. Un primo contatto con la futura vittima, un incontro e poi un maxi ordine di stoviglie da pagare con fattura a 90 giorni, intestata a una ignara azienda di cui millantava essere il titolare. In questo modo un truffatore ha raggirato un’azienda con sede nella provincia di Prato acquistando, con un ordine mai pagato, materiale per 120.000 euro. Un colpo che potrebbe essere la punta dell'iceberg di un'attività illecita più vasta sulla quale si stanno concentrando le indagini dei carabinieri di Gattatico.
I militari hanno individuato e denunciato il truffatore: si tratta di un uomo di 50 anni residente a Napoli. Il 50enne, nel settembre dell’anno scorso, ha effettuato un importante acquisto di stoviglie (piatti di plastica, bicchieri, forchette, tovaglioli, shopper bio) per, apppunto, 120.000 euro, da un’azienda della provincia di Prato. La consegna della merce è avvenuta in tre trance: il truffatore si è recato di persona presso l'azienda, ha caricato la merce e se ne è andato. Gli accordi prevedevano il pagamento entro 90 giorni, con fattura da emettere a carico di un'azienda del Bolognese, esistente, che l'uomo però ha finto fosse sua.
Quando l’azienda bolognese ha ricevuto le fatture, ha fatto presente di non aver mai fatto quegli acquisti. Ed è stato in quel momento che la fabbrica di Prato, legalmente rappresentata da un’imprenditrice reggiana, residente a Gattatico, ha capito che molto difficilmente avrebbe ottenuto il pagamento della merce già consegnata. Di lì a poco è partita la denuncia. Nelle mani dei carabinieri pochissimi elementi: un nome e un cognome inesistente, una ditta bolognese in attività ma ignara della truffa e due utenze telefoniche usate dal truffatore risultate intestate a persone inesistenti.
Apparentemente un colpo perfetto se non fosse che i carabinieri di Gattatico hanno indirizzato le indagini sull’unico elemento certo: le fattezze del truffatore, descritto con dovizia di particolari dall'imprenditrice finita in trappola. Attraverso la ricostruzione di un identikit e con l'aiuto degli uffici investigatovi dei carabinieri di tutta Italia, alla fine l'attenzione si è fermata su un profilo rispondente a quello del truffatore sia per la somiglianza sia per i precedenti.Accertamenti, riscontri e verifiche hanno fatto il resto. La certezza definitiva si è avuta quando la foto del 50nne napoletano è stata riconosciuta dalla titolare dell'azienda e dai dipendenti.
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