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scandiano, l’omicidio di rondinara 

Negati gli arresti domiciliari l’assassino resta in carcere

Negati gli arresti domiciliari l’assassino resta in carcere

Conferito l’incarico per l’autopsia su Giorgio Campani, le indagini vanno avanti Gli accertamenti serviranno a capire una questione cruciale: la premeditazione

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SCANDIANO. Mentre la procura cerca ancora di inquadrare il movente, il giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini non ha avuto dubbi. Resta in carcere il 58enne Giampietro Guidotti, che quattro giorni fa ha premuto il grilletto della sua pistola puntata a circa un metro di distanza dalla testa del 60enne Giorgio Campani, amico di una vita freddato mentre era seduto al tavolo dentro al “Blue Bar” di Rondinara.

LE INDAGINI

È satto un delitto compiuto senza esitazioni davanti a testimoni oculari, che lasciano poco spazio alle congetture.

L’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Giacomo Forte che ha conferito ieri l’incarico, servirà solo per accertare la corrispondenza tra la pallottola che ha ucciso Campani e quelle scaricate poi sul posto dall’omicida, che dopo aver sparato ha ammesso senza esitazioni di essere stato lui a premere il grilletto.

Dopo le prime ammissioni, però, l’uomo si è trincerato dietro un lungo silenzio proseguito anche in sede di convalida dell’arresto, quando l’uomo ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

L’autopsia dovrà confermare con ancora maggior esattezza la traiettoria della pallottola che ha ucciso Campani, seduto al bar. Ma, come detto, è solo questione di dettagli.

Resta invece oscura la motivazione che ha portato a quel gesto. Da quella, infatti, dipende anche la tesi della premeditazione, già contestata dalla procura a Guidotti, che girava armato pur non avendo più il porto d’armi. La pistola poteva detenerla, ma non portarla in giro.

L’assassino non ha mostrato finora segni di pentimento e resta in cella, alla Pulce. La difesa – rappresentata dalle avvocatesse Mariaemma Ghidoni e Paola Cagossi – aveva chiesto per l’assistito gli arresti domiciliari in una struttura protetta.

IL DELITTO

Erano circa le 11.30 lunedì quando Giorgio Campani, 60 anni, è stato freddato. Ucciso da un’esecuzione avvenuta davanti a molti testimoni.

Era al bar di Rondinara, il “Blue Bar” che era abituato a frequentare ogni giorni, più volte al giorno. Era arrivato, aveva parcheggiato l’auto, era andato in bagno, quindi si era seduto in veranda, al tavolo con altri con altri conoscenti, amici da una vita, e parlavano del più e del meno, del tempo che aveva fatto domenica.

Giampietro Guidotti è arrivato all’improvviso, ma non di soppiatto. Ha parcheggiato l’auto accanto al locale, si è diretto attraverso un degli ingressi laterali nella veranda. Si è fermato davanti a Campani e gli ha sparato. Poi ha atteso i carabinieri. —

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