Oltre 300 persone in cattedrale per celebrare la messa crismale
Chiesa stracolma di fedeli e presbiteri ai riti introduttivi al Triduo pasquale Alle 18.30 la tradizionale lavanda dei piedi per 55 bimbi alla prima comunione
In una cattedrale piena di fedeli e di almeno 250 fra presbiteri diocesani e diaconi permanenti in abito talare bianco, il vescovo Massimo Camisasca ha aperto ieri mattina, per la settima volta, la messa crismale, i riti introduttivi al Triduo pasquale. Nell’occasione ha offerto un’omelia apparentemente improvvisata sulla base di alcuni appunti, ma piena di appassionate osservazioni che sono state un concreto invito al rinnovo delle promesse all’obbedienza a Dio.
Dopo un augurio collettivo a quanti rinnovavano il loro impegno verso la Chiesa, l’invito a soffermarsi sul momento evangelico. Con chiari riferimenti alla vita presbiteriale e diaconale, approfondimenti su celibato ed obbedienza, partecipazione alla vita dei fedeli, universalità del ministero da vivere in comunione. Le sue parole venivano rilanciate dai microfoni e con schermi televisivi collocati nelle navate laterali.
«Quanti sono i “buchi neri” nella nostra vita – una sua annotazione – che trovano una folgorante resurrezione nell’eucarestia, nelle letture, nell’offertorio, nella comunione e nella nostra missione piena di sacrifici. Per questo vi vedo spesso stanchi, perchè siamo stati chiamati a partecipare alle sofferenze del popolo, a scontrarci con diverse ideologie, a vivere crisi di fede, ma ci soccorrono la liturgia delle ore, il messale e il lezionario». Concetti che il vescovo ha ammesso di aver già citato già lo scorso anno, perché costituiscono fondamento della fede cristiana, in una lettera rivolta ai «fratelli nel presbiterato» e che riproponiamo integrale nell’articolo a fianco.
«La Chiesa ci indirizza alla strada della fraternità e ci aiuta ad imparare, condividendole, dalle gioie e della sofferenze dei nostri fratelli – ha poi ricordato Camisasca – e sono tante le nostre fatiche che ci aprono però il cuore e alla speranza attraverso l’universalità del ministero ecclesiale e sotto la guida del vescovo». Con il quale «non sempre c’è condivisione di pensiero, talvolta addirittura di contrapposizione, mentre è il confronto che ci serve per essere portatori di speranza, che induce i vecchi ad aiutare i giovani e viceversa». È iniziato a quel punto il rinnovo delle promesse di obbedienza di presbiteri, diaconi, religiosi e religiose mentre la giornata ha avuto il suo culmine alle 18.30 con la lavanda dei piedi, da parte del vescovo, a 55 fanciulli chiamati alla prima comunione. —
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