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«Al termine di Aemilia non è tutto finito»

M.P.
«Al termine di Aemilia non è tutto finito»

Affollato incontro dedicato al processo di ’ndrangheta A parlare al Ducale c’erano i giornalisti Soresina e Bonacini

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GUASTALLA. Parlare o scrivere di mafie non è mai facile. Soprattutto durante e dopo il processo Aemilia. Anche perché ora si sono sviluppati nuovi filoni di indagine.

Per cercare di capire cosa sia la ’ndrangheta e il suo impatto nell’economia dell’Emlia Romagna e cosa abbia significato la sentenza del maxiprocesso è stato organizzato un incontro, giovedì sera, nella sala del camino di palazzo Ducale da Anpi, Auser, Cgil e Cisl di Guastalla con il patrocinio dell’amministrazione comunale.

Ospiti della serata Paolo Bonacini, che ha seguito per la Camera del Lavoro di Reggio il processo Aemilia in cui la stessa, insieme alla Camera del Lavoro di Modena e alla Cgil Emilia Romagna, si è costituita parte civile, e Tiziano Soresina, giornalista della Gazzetta di Reggio, che ha seguito tutte le udienze nell’aula bunker.

E questa volta, al contrario di altri incontri, gli organizzatori hanno sottolineato la numerosa presenza di cittadini che vogliono essere sempre di più informati per essere consapevoli di cosa sia la ’ndrangheta.

Dopo l’introduzione di Maura Giuffredi della Cgil Guastalla, di Claudio Malaguti presidente Anpi di Guastalla e il breve saluto del sindaco Camilla Verona, grazie a una serie di slides, i due giornalisti hanno dato il quadro di un fenomeno, come quello ’ndraghetista, che spaventa, ma sul quale è necessario tenere alta l’attenzione.

Sia Bonacini che Soresina, hanno illustrato come la mafia calabrese si alimenti, dove si sia ramificata, tra Italia, Europa, Africa, Stati Uniti, Australia e soprattutto America del Sud, e dove si stia sviluppando, come in Asia. È stato sottolineato il danno che provoca all’economia italiana, pari a 50 miliardi di euro annui.

Per la ’ndrangheta i giornalisti sono “scomodi”, ma ancora di più lo sono gli studenti perché – come ha detto Soresina – «sono un grande mezzo di informazione e comunicazione nelle famiglie». E ha aggiunto: «La democrazia è libertà di informazione e diritto di sapere».

E dopo Aemilia che cosa succede, o meglio che succederà?

Il processo ha segnato una tappa importante per la lotta contro la mafia, ma ora il sospetto che questo tipo di criminalità organizzata si stia riorganizzando purtroppo è quasi certezza: lo dicono reati “sentinella” come i roghi dolosi e gli spari.

Si stanno affacciando nuovi insospettabili, persone dalla faccia pulita, incensurati che spacciano droga. A suscitare curiosità, ma anche stupore, durante l’incontro è stata la “mappa” della provincia di Reggio Emilia con i centri in cui abitano gli affiliati alla ’ndrangheta; la maggior parte sparsi nella pianura reggiana.

In platea erano presenti dirigenti Anpi e il candidato sindaco di “Avanti Guastalla” Francesco Benaglia. —

M.P.

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