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«La nostra squadra porta il cambiamento»

Domenico Amidati
«La nostra squadra porta il cambiamento»

Il candidato sindaco Stefano Vescovi (“SiAmo Vezzano”) anticipa alcuni temi del programma: viabilità e cultura

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Non ci sono solo le formazioni di centrosinistra e di centrodestra in corsa per le prossime elezioni, ma da tempo si è presentata la lista civica “SiAmo Vezzano” che candida il 30enne Stefano Vescovi.

Vescovi, come mai ha deciso di candidarsi?

«Rispondere “per il mio paese”, quello dove sono nato, dove sono cresciuto e dove certamente costruirò una famiglia, penso risulterebbe riduttivo e banale. Abbiamo iniziato a parlare di questo progetto mesi fa, non era un segreto; l’ardore dei cittadini nello “scoprire” questa lista ha fatto il resto. L’essere riuscito a formare e unire una squadra di giovani e meno giovani, anche e soprattutto con esperienze importanti nell’amministrazione comunale passata, è stata la miccia decisiva».

Con che lista si presenta, politicamente?

«Il denominatore comune che ho richiesto alla base della formazione della mia squadra è stato quello di lasciare da parte i nostri “credo politici”; in un Comune come il nostro è fondamentale la persona, la sua qualità, il suo buonsenso, il saper ascoltare e il saper decidere; il programma che si vuole portare avanti, non il partito politico che altri metteranno sul simbolo. Noi siamo Vezzano».

Ci parli del suo programma.

«Siamo in fase di costruzione e, non voglio anticipare nulla (il programma verrà presentato il 25/26 aprile, ndr); vogliamo anche continuare a sentire la voce dei concittadini, prima di formalizzare idee e progetti. Di certo nel programma dovremo tenere conto anche di ciò che l’amministrazione uscente aveva iniziato e, qualora lo ritenessimo opportuno, modificarlo e migliorarlo. Ritengo che in una qualsiasi amministrazione, dal piccolo Comune alla grande metropoli, sia doveroso e di buonsenso partire dai progetti impostati, ma allo stesso tempo, per aumentarne l’efficienza e l’utilità, sia necessario rivalutarli criticamente e dare discontinuità in merito alle persone che hanno preso queste scelte».

Non ha esperienza amministrativa, questo non la spaventa?

«Lavoro a stretto contatto con la pubblica amministrazione da 10 anni circa: contatti con Comuni, questure e prefetture sono una prassi nel mio lavoro. Ho sempre sollecitato le posizioni dei cittadini da terzo incomodo, “sgridando” ripetutamente le pubbliche amministrazioni che spesso accusavo di lentezza e burocratismi inutili. Ma soprattutto non posso essere spaventato perché ho una squadra forte alle spalle; questo farà la differenza».

Nel caso venisse eletto cosa pensa di realizzare e cosa manca al paese?

«Portate pazienza, il 25/26 aprile renderò pubblico l’intero programma. Chiaramente lavoreremo su piano illuminazione pubblica, viabilità e configurazione delle piazze, sicurezza. E abbiamo tante idee nuove di progetti sul sociale e su scuola/cultura, sugli eventi e per la valorizzazione del territorio. Con la consapevolezza, però, che si dovrà partire dalle piccole cose, dal senso civico, dalla cura condivisa degli spazi comuni e dalla garanzia di efficienza dei servizi primari per la cittadinanza».

A un elettore indeciso in cabina elettorale cosa suggerirebbe per far scegliere la vostra lista?

«Penso che la discontinuità in un’amministrazione sia necessaria, oltre che doverosa; fa bene alle idee e porta necessariamente cambiamenti. Un vento nuovo. Votate la squadra, il team, le persone, le facce». —



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