Oggi il funerale di Campani ucciso dall’amico
Alle 9,30 la partenza del corteo dalla camera ardente del Magati Poi la messa in chiesa a Viano e la tumulazione a Visignolo nella tomba di famiglia
sCandiano. Si tiene stamane, alle 9.30, a partire dalle camere ardenti dell’ospedale Magati, il funerale di Giorgio Campani, il 60enne di Baiso, ucciso lunedì mattina, dal 58enne Giampietro Guidotti, che gli ha sparato mentre era al Blue bar di Rondinara.
La salma, dopo l’autopsia eseguita giovedì all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, è tornata in disponibilità alla famiglia che ha potuto provvedere a organizzare la cerimonia funebre. Il rito religioso si terrà nella chiesa parrocchiale di Viano. Di lì il corteo si sposterà a Borgo Visignolo, dove viveva Campani, per la tumulazione della tomba di famiglia. Giorgio riposerà accanto alle spoglie del padre.
Intanto resta in carcere “Picchio”, come viene chiamato da tutti Guidotti, anche lui di Baiso, trinceratosi nel silenzio dopo essersi consegnato ai carabinieri. Su di lui pesa l’accusa di omicidio, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, oltre che di porto abusivo d’arma in luogo pubblico.
Lunedì mattina, intorno alle 11, è entrato al Blue bar di Rondinara, dove sapeva di poter trovare Campani, che infatti sedeva a un tavolo in compagnia di alcuni amici.
Lo ha raggiunto e ha tirato fuori la pistola, un revolver che deteneva regolarmente, sparandogli a distanza ravvicinata e colpendolo alla testa.
Poi è uscito e si è chiuso sul suo furgoncino, una Peugeot Partner Tepee, e ha atteso l’arrivo dei carabinieri, ai quali si è poi consegnato, dicendo: «Sono stato io. Non ce la facevo più». Qualcuno poco prima, mentre usciva dal bar, lo ha sentito borbottare. «Quello che dovevo fare l’ho fatto. Ora chiamate i carabinieri».
Definita «molto complessa» dagli stessi inquirenti, coordinati dal pm Giacomo Forte, la ricostruzione del movente dell’omicidio: una donna contesa, vecchie ruggini e attriti, o, più probabilmente, un mix di queste cose, al quale va aggiunto un legame, tra vittima e omicida, comunque molto forte e nato dall’infanzia, sui banchi di scuola. La difesa, sostenuta dagli avvocati Mariaemma Ghidoni e Paola Cagossi, sta valutando di chiedere una perizia psichiatrica: Guidotti, poco prima del delitto, aveva acquistato un abito per il funerale del padre, ricoverato all’ospedale Magati. —
M.F.
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