Traffico di eroina in pianura. Arrestato un altro pakistano
Campegine, ordinanza di custodia cautelare per un 25enne dopo le indagini della polizia Tutto parte dal carico di droga trovato a Malpensa a un 26enne di Brescello
CAMPEGINE. Un altro arresto di un pakistano residente a Campegine, accusato di plurime cessioni di droga. È lo sviluppo dell’indagine su quel «fiume di eroina», come l’hanno definita gli inquirenti, riconducibile a un sodalizio di pakistani, attivi tra la Lombardia e il Reggiano, in particolare tra Campegine e la Bassa. Una nuova ordinanza di custodia cautelare – in realtà sono tre i destinatari, ma uno è risultato irreperibile e il secondo già detenuto – ha portato all’arresto per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente di Jehangir Ahmed, 25 anni, pakistano prelevato dalla Squadra Mobile giovedì mattina nel suo alloggio di Campegine.
L’uomo, con regolare permesso di soggiorno, secondo gli inquirenti era a capo di una serie di “galoppini” che rifornivano di eroina e hascisc i tossicodipendenti della zona.
L’INDAGINE.La complessa indagine, coordinata dal pm Giulia Stignani ed eseguita dalla Mobile di Reggio Emilia, ha preso avvio il 5 novembre 2018, quando all’aeroporto di Malpensa a Milano, l’unità cinofila ha “fiutato” e scoperto un carico di 18 chili e mezzo di eroina, valore 300mila euro. L’eroina, pressata e ridotta a una pellicola in due grosse valigie imbarcate da un 26enne pakistano, residente a Brescello, che tornava da Islamabad, era stata incollata all’interno delle valigie, come un’imbottitura. A quel punto è scattata l’indagine tra la comunità pakistana per risalire dal corriere al mandante.
La svolta è arrivata dalla scoperta, a gennaio 2019, alla stazione Mediopadana, di un altro pakistano di Poviglio che deteneva mezzo etto di eroina uguale a quella sequestrata a Malpensa.La pista si è rivelata azzeccata, poiché nel corso di perquisizioni successive è stato rintracciato a Campegine Shahzad Khurram, 36 anni: secondo gli investigatori una figura di spicco, il “regista” del traffico internazionale di stupefacente, colui che organizzava i viaggi, impartiva le direttive e teneva i contatti diretti con il fornitore in Pakistan. Khurram è attualmente in carcere a Busto Arsizio, dove il processo è stato spostato per competenza territoriale.
NUOVO FILONE.Gli approfondimenti della polizia però sono continuati e l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio, tanto che ad inizio aprile sono stati arrestati altri pakistani, attivi tra Reggio Emilia e Mantova. Ora questo nuovo filone che coinvolge Ahmed, accusato di cedere eroina e hascisc a numerosi soggetti, consegnando la droga personalmente o incaricando altri complici della consegna dopo aver preso accordi con gli acquirenti. Molte le cessioni documentate: a un cliente, dal dicembre 2018, due dosi di eroina in quindici occasioni diverse; dal mese di luglio 2018, a un altro giovane, ben 40 vendite di eroina, scambiate in esercizi commerciali di Poviglio e Boretto; da ottobre 2018 addirittura 60 consegne a un acquirente; dal febbraio 2018 dosi “quasi quotidiane” di hascisc a Campegine e Poviglio”.
Tutti episodi documentati, avvenuti a Campegine, Poviglio e Boretto da febbraio 2018 fino a febbraio 2019, per Ahmed con l’aggravante di avere diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato. Nell’interrogatorio di garanzia, svoltosi ieri nel carcere della Pulce davanti al Gip Luca Ramponi, l’imputato si è avvalso della facoltà di non rispondere e l’avvocato difensore Corrado Viazzo, del Foro di Varese, non ha presentato richieste. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
