Spari al campo nomadi dopo un litigio Ferito un 32enne, caccia all’altro uomo
La polizia ha recuperato cinque bossoli. L’arma non è ancora stata ritrovata. All’origine di tutto dissidi famigliari
Almeno cinque colpi. Sparati dentro il campo nomadi di via Sinistra Tresinaro. Due hanno raggiunto due auto in sosta. Uno ha ferito a una gamba un 32enne. E ora è caccia a chi ha impugnato l’arma e ha premuto il grilletto.
Anche sul perché stanno lavorando gli investigatori: si parla di un litigio, dovuto a dissidi tra famiglie nomadi.
Nelle prime ore dopo l’accaduto si è parlato anche di una donna e di ragioni di gelosia. Ma il movente è ancora tutto da chiarire.
L’ALLARME
A denunciare il grave episodio ieri mattina è stata la stessa vittima, accompagnata in ospedale da alcuni familiari: si è rivolta al pronto soccorso dell’ospedale Ramazzini di Carpi.
Quello che era accaduto era evidente: una pallottola conficcata in una gamba. Una situazione che richiedeva un intervento chirurgico immediato. L’uomo non risulta in pericolo di vita.
Ma dal posto di polizia dell’ospedale modenese è subito scattato l’allarme alle forze dell’ordine competenti: la squadra mobile di Reggio Emilia ha inviato sul posto i suoi uomini, così come sono arrivati anche i carabinieri da Correggio e Rubiera. Sono intervenuti anche gli agenti della polizia municipale dell’Unione Pianura Reggiana.
Al campo di via Sinistra Tresinaro – una vasta area attrezzata che si trova praticamente di fronte al corso d’acqua che fa da confine tra le province di Reggio e Modena – i primi accertamenti hanno dato esito: gli investigatori insieme agli uomini della Scientifica hanno recuperato cinque bossoli. E hanno accertato che due colpi hanno raggiunto due vetture, che erano parcheggiate in quella zona.
Al campo nomadi, però, i primi intervenuti hanno fatto conti con la poca voglia di raccontare quello che era accaduto da parte dei testimoni.
UN RICERCATO
Le forze dell’ordine hanno cercato subito la persona indicata come colui che ha sparato: un altro nomade che abita nello stesso campo, più o meno della stessa età della vittima. Ma nel suo alloggio non c’era.
Per verificarlo, poliziotti e carabinieri hanno dovuto fare i conti anche con la presenza di un grosso cane, a guardia della casa in legno. Per fronteggiarlo è stato chiesto anche l’intervento del veterinario dell’Ausl.
Fino a ieri sera, però, dell’uomo non c’era traccia e le forze dell’ordine lo stavano cercando. Risulta che si sia allontanato in auto, forse insieme alla compagna. E che, dato l’accaduto, dovrebbe essere armato della stessa pistola utilizzata nella sparatoria: al campo non è infatti stata rinvenuta.
L’attenzione degli investigatori, per questa ragione, è necessariamente alta.
LE REAZIONI
Su quanto accaduto al campo nomadi – area da tempo al centro di una vivace polemica politica – interviene il sindaco Ilenia Malavasi, che su Facebook scrive: «Da quanto sappiamo si tratta di un litigio per futili motivi legati a una situazione di gelosia. E ovviamente il pensiero è andato subito a quanto accaduto pochi giorni fa a Rondinara. Certo è che gesti del genere, in contesti così diversi, fanno riflettere una volta in più sul tema della violenza famigliare con cui si cerca di risolvere il problema mettendo mani alle armi». —
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