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Ecco come era il castello del Bianello nel ’300 Presentato lo studio

Giuseppe Orladini
Ecco come era il castello del Bianello nel ’300 Presentato lo studio

Il ricercatore dell’Università  di Bologna Federico Zoni mostra la ricostruzione al convegno dedicato ai castelli dell’Emilia 

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quattro castella. Nell’ambito della collaborazione tra i Comuni di Quattro Castella e Langhirano (Parma) con la regia di destinazione “Turistica Emilia”, nei giorni scorsi è stato presentato in anteprima il video promozionale dei castelli del Bianello e di Torrechiara in Valparma, in italiano e in inglese in tre versioni: una incentrata sul Bianello, una su Torrechiara e una che unisce i due castelli.

«Siamo convinti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura e al turismo di Quattro Castella, Danilo Morini – che la valorizzazione di un bene storico passi attraverso due filoni di intervento. Uno più folcloristico e turistico, con la narrazione di storie aneddoti per dare al bene un’anima anche di tipo popolare vedi il caso del fantasma al Bianello, ripreso di recente anche da una trasmissione Rai. L’altro filone, invece, è quello scientifico con studi sul manufatto».

VALORIZZAZIONE

«Noi in questi anni abbiamo percorso entrambe queste strade. In particolare, sul fronte dello studio scientifico del manufatto – sottolinea – abbiamo iniziato con l’Università di Bologna un lavoro di esplorazione delle “fasi” nascoste del castello utilizzando strumenti all’avanguardia come droni, scanner e geo-radar. L’obiettivo è quello di conoscere la storia del manufatto e anche di avere una base documentale scientifica sulla quale eventualmente pianificare i prossimi interventi di sicurezza o consolidamento del bene».

Nel corso del convegno, sono state presentate le scoperte fatte durante l’ultima campagna di questi studi.

In particolare il ricercatore Federico Zoni dell’Università di Bologna ha presentato una immagine di come era il castello del Bianello nel ‘300: un castello che si proponeva completamente diverso, con i merletti in risalto.

LA RICOSTRUzIONE

Oltre a ritroso, non è stato possibile andare. Ma è certo che nel periodo del ‘200 il Bianello venne completamente distrutto, anche se non è stata trovata nessuna traccia di questa distruzione.

Tra le altre scoperte fatte e presentate nel corso del convegno e che riguardano il castello del Bianello – da qualche anno di proprietà del Comune – c’è anche quella dell’esistenza di una cisterna d’acqua nel pavimento della sala, dove ora è allestito il plastico del castello e la presenza di un “ rivellino”: una struttura fortificata dove ora c’è il belvedere, probabilmente un secondo ingresso al castello per ragioni difensive. —

Giuseppe Orladini

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