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la protesta 

Polemica sugli ospiti ucraini «Appoggiano i neonazisti»

Critiche da Antonio Fontanesi  e dal mondo comunista italiano all’associazione Maidan ma l’istituto replica difendendo l’organizzazione

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reggio emilia. Se vi dicessimo che il giorno della Liberazione a Casa Cervi, patria per eccellenza della Resistenza partigiana reggiana e italiana, sarà ospite un’organizzazione neonazista, sicuramente pensereste a uno scherzo di pessimo gusto. Eppure, secondo quanto riferisce lo storico comunista reggiano Antonio Fontanesi, sarà proprio così.

«Tra le associazioni ospiti a Casa Cervi il 25 aprile – scrive Fontanesi – sarà presente l’Associazione Ucraina Maidan, nata in seguito al colpo di stato nel 2014 e che ha portato al governo i nazisti sostenitori del collaborazionista di Hitler, Bandera. Da allora il governo nazi ucraino, sostenuto dalla Cia americana, ha provocato la morte di 10mila persone, inermi civili, oppositori politici, sindacalisti, violenze, squadrismo, torture, sedi dei sindacati e dei partiti comunisti bruciate. Oltre alla strage alla Casa dei Sindacati di Odessa sempre nel 2014 e il non ancora terminato tentativo di invasione delle libere repubbliche del Donbass».

Una presenza quindi, quella dell’associazione Maidan, fortemente criticata da Fontanesi: «Questa lugubre presenza nella casa di papà Cervi, di Genoeffa, dei sette figli martiri è un insulto alla loro memoria, è vergognosa. Chi di dovere prenda le distanze immediatamente. Nazisti e fascisti non hanno diritto di cittadinanza nella terra dei 626 caduti della Resistenza reggiana, di Paolo Davoli e di Valentina Guidetti».

Nel panorama delle iniziative nazionali organizzate per il 25 aprile, la festa di Casa Cervi è un evento di assoluto rilievo. Tanto che dei «nazisti ucraini» ha sorpreso e indignato non solo Fontanesi ma diversi rappresentanti del panorama culturale comunista italiano.

Fra questi anche la “Banda Bassotti”, band musicale romana specializzata nel genere “Combat ska punk oi!”, autrice di un polemico post sulla propria pagina Facebook. Post e polemiche alle quali, nella tarda serata di ieri, ha voluto replicare lo stesso Istituto Cervi tramite facebook: «Giungono sui social network segnalazioni, anche allarmate, su una presunta presenza il 25 aprile a Casa Cervi di una “associazione ucraina filonazista”. Vogliamo rassicurare il popolo di Casa Cervi che cose di questo tipo da noi non avvengono e non avverranno mai».

La multiculturalità, conclude l’Istituto, «è di casa da noi, specialmente il 25 aprile. Anche l’Associazione Maidan rispecchia questo spirito: le sue attività sul territorio sono trasparenti, in collaborazione con le istituzioni reggiane e sono già stati ospiti nelle scorse feste e in visita a Casa Cervi con famiglie e volontari, abbracciando la storia dei sette fratelli. Il 25 aprile a Casa Cervi è sempre lo stesso, per tutti: antifascista, democratico, libero». —

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