Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia, in Comune arrivano i bagni gender free

Reggio Emilia, in Comune arrivano i bagni gender free

Toilette “neutrali” sul modello della Germania nell’ambito delle azioni previste nel nuovo protocollo a tutela dei diritti Lgbti

2 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30215527:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/reggio-emilia-la-prima-in-italia-ad-avere-bagni-gender-free-il-comune-campione-d-inclusione/112652/113150]]

REGGIO EMILIA. Reggio Emilia sulle orme della Germania dove le toilette per il “terzo sesso”, ovvero “gender free”, sono già realtà da tempo. Dopo la prima celebrazione legittima di un’unione civile in Italia tra due uomini (lo scrittore Piergiorgio Paterlini e il giornalista Marco Sotgiu) nel 2016 e dopo il Gay Pride regionale di circa un anno fa, la città del Tricolore ha adottato un protocollo – il primo del genere a livello nazionale – per contrastare le discriminazione verso tutti gli orientamenti sessuali, a tutela dei diritti Lgbti.

Prerogative di cui Reggio vuole essere un modello che fa scuola in tutto il Paese, proprio mentre la legge regionale contro le discriminazioni Lgbti è ferma dopo aver spaccato il Pd dell’Emilia-Romagna per un emendamento che definisce la maternità surrogata come «forma di sfruttamento della donna» al pari di violenze, abusi e maltrattamenti in famiglia.

Via libera dunque ai bagni “neutrali” in municipio, all’aggiunta dell’identità di genere sui questionari grazie alla casella “altro” oltre all’opzione maschio/femmina, all’adozione di un linguaggio inclusivo e alla possibilità per i lavoratori degli enti aderenti di utilizzare l’alias in caso di fase di transizione sessuale. Questi sono solo alcuni degli impegni più rilevanti assunti nel documento siglato nei giorni scorsi, alla presenza dell'assessore regionale dell’Emilia-Romagna alle pari opportunità Emma Petitti, da diversi enti reggiani, istituzionali e non.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30215037:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30215037:1649789220/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

A sottoscrivere l’intesa, di durata quinquennale, sono stati Comune, Provincia, Tribunale, Ausl, Istituti Penali, Unimore, ufficio scolastico territoriale, Istituto scuole e nidi d'infanzia che comprende anche Reggio Children, Fondazione Sport e Fondazione Mondinsieme. Ognuno nella propria funzione si impegna a realizzare diversi punti. Il Comune, ad esempio, nei suoi locali predisporrà le toilette “gender free” dando la possibilità anche ai dipendenti in transizione di accedere al bagno del proprio genere elettivo.

Il palazzo di giustizia comunicherà annualmente il numero di procedure in corso aventi come oggetto discriminazioni in ragione dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere. Ausl e università daranno la possibilità a dipendenti e studenti di avere sul cartellino di lavoro o sulla student card l’alias scelto per il cambio sesso. Infine le scuole promuoveranno incontri e corsi di formazione per insegnanti e genitori al fine di sensibilizzare sulla teoria gender.

Il Protocollo impegna infatti enti, istituzioni e associazioni territoriali di riferimento a condividere e rendere esplicite ed efficaci le azioni d’intervento da attivare per contrastare l’omotransfobia e l’omotransnegatività, mirando inoltre a creare una sinergia tra i vari livelli istituzionali e i soggetti privati attivi sul territorio per la creazione di una rete finalizzata al contrasto delle discriminazioni e prevedendo un piano di azione che contenga strategie condivise per contrastare l’omotransfobia e la omotransnegatività.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google