Tentano il colpo in sala scommesse, denunciati
Un testimone ha dato l’allarme ai carabinieri. Il primo fermato è il “palo”, grazie ai tabulati telefonici nei guai due fratelli
CASTELLARANO. La presenza di un passante manda in fumo il furto e, grazie alla sua tempestiva segnalazione ai carabinieri, il “palo” viene catturato. È quello che è successo il 15 aprile scorso, quando la banda aveva puntato la propria attenzione su una sala scommesse di via Manzoni a Castellarano: il punto Snai, nel comprensorio ceramico reggiano.
preso il “palo”
Mentre il complice faceva da palo, due fratelli armati di seghetto tentavano di forzare le inferriate poste a protezione della finestra.
Non avevano fatto i conti con la presenza di un passante, che ha lanciato l’allarme al 112 inducendo i ladri a rivedere i loro piani e a desistere dai loro intenti.
Ma mentre i due malviventi sono riusciti a dileguarsi, il palo è stato fermato dai carabinieri di Castellarano e Baiso accorsi sul posto a seguito della segnalazione del furto in atto. Sebbene il giovane abbia cercato di giustificare la sua presenza, gli elementi raccolti dai carabinieri hanno permesso di incastrarlo. Grazie alle indagini successivamente svolte, inoltre, i militari sono risaliti ai due complici. Si tratta di due fratelli del posto. Con l’accusa di concorso in tentato furto aggravato i militari della stazione di Castellarano e Baiso, hanno denunciato i due fratelli e il loro amico 22enne, tutti di Castellarano.
le indagini
Durante le indagini, i carabinieri hanno trovato sotto un’auto, nelle immediate vicinanze di una delle finestre collocate dietro la sala giochi, un seghetto e una bomboletta spray priva di tappo, solitamente utilizzata per inibire i sensori degli allarmi volumetrici (che servono a rilevare le presenza all’interno di ambienti e a inviare il segnale alla centralina): tutto materiale sequestrato. I due fratelli amici del 22enne, subito dopo essere sfuggiti ai militari dell’Arma, hanno contattato su WhatsApp il loro amico e complice.
il Passo falso
L’obiettivo dei due era sapere come stesse evolvendo la situazione proprio in relazione all’intervento dei carabinieri. Il contatto però non è sfuggito ai militari durante le indagini, che hanno riguardato anche il controllo dei tabulati telefonici. Un elemento probatorio importante per stabilire la partecipazione al furto dei due ventenni. —
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