Gazzetta di Reggio

Reggio

IL PROCESSO

Contatore manomesso tramite un magnete Barista sotto processo

Tiziano Soresina
Contatore manomesso tramite un magnete Barista sotto processo

La calamita riduce del 20% le misurazioni dell’elettricità I consumi truccati si riferiscono al biennio 2011-2013

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REGGIO EMILIA  L’unica cosa certa è che su quel contatore – collegato con un locale pubblico di via Gramsci – è stato posizionato un potente magnete che “abbatte” la misurazione dei consumi di elettricità.

LA BARISTA SOTTO ACCUSA  Il resto dovrà essere chiarito dal processo solo ora entrato nel vivo. Alla sbarra l’allora titolare del bar – una rumena di 34 anni, difesa dall’avvocato Costantino Diana – che è accusata del furto di energia elettrica a due società (Hera Comm ed Enel Energia) in un lasso di tempo che va dal primo novembre 2011 al 16 settembre 2013.

Circa due anni che per il pm Isabella Chiesi (titolare dell’inchiesta) hanno significato la sottrazione di 386 kwh (a Hera Comm) e di 3.597 khw a Enel Energia. Ma ora, in aula, devono emergere le prove che effettivamente la 34enne abbia posizionato quel magnete sul contatore, ma anche se è corretto il periodo di sottomisurazione dell’energia elettrica ricostruito dalla Procura nelle indagini avviate cinque anni fa.

«STRUMENTO POTENTE»  Ieri mattina – davanti al giudice Chiara Alberti – sono sfilati due testimoni. Un esperto ha spiegato come funziona il tutto: «Si tratta di un magnete piuttosto potente che solitamente viene protetto da un involucro di plastica – entra nel merito – e una volta messo sul contatore determina una misurazione minore della fornitura. I contatori hanno mediamente un margine di errore del 3% in più o in meno, mentre qui si tratta di una sottomisurazione del 20%. L’abbiamo calcolato installando uno specifico strumento di fabbricazione tedesca. Una volta collegato, lo strumento calcola l’errore attraverso gli impulsi elettrici che registra. Un controllo che ovviamente si fa con il magnete ancora agganciato. Il magnete era lì da qualche giorno».

«CONTATORE TRUCCATO»  Poi ha deposto la dipendente di Hera Comm che prepara le istruttorie per l’ufficio legale della società.  «Nel settembre 2013 ci è arrivata la comunicazione dal distributore che era stato manomesso quel contatore di energia elettrica – spiega – e il danno è stato quantificato in 100 euro di energia elettrica, riferibili al mese di novembre 2012, perché poi l’utente ha cessato il contratto per passare ad altra società. I 100 euro ci sono già stati risarciti».

DEPORRA’ L’IMPUTATA  Il processo proseguirà il 4 giugno con un’altra testimonianza a cui farà seguito l’esame dell’imputata (la donna ieri non era presente in udienza). Insomma, la sentenza su questo caso di furto a dir poco particolare è decisamente vicina. —


 

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