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Gestire le vittime di violenza Poliziotte ghanesi a lezione

Adriano Arati
Gestire le vittime di violenza Poliziotte ghanesi a lezione

Il Comune ha fatto da tramite tra l’associazione africana e la scuola di polizia Iotti: «Un’opportunità reciproca, questo progetto è figlio del dialogo»

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CASTELLARANO. Dal Ghana a Castellarano per conoscere le giuste procedure con cui rapportarsi alle vittime di violenza, un tema purtroppo universale e sempre attuale.

Dalla metà di aprile il territorio di Castellarano ha una serie di ospiti speciali: dieci poliziotte ghanesi arrivate in Italia per seguire un corso di formazione su “Come ascoltare e interagire con le donne vittima di violenza”. L’argomento è di perenne attualità, in Italia come nel paese africano, dove la polizia sta formando gruppo di agenti di sesso femminile con la preparazione necessaria a rapportarsi con le persone vittime di atti brutali.

In questa ottica rientra l’esperienza sul Secchia delle dieci poliziotte ghanesi, che sino al 10 maggio prossimo seguiranno le lezioni e gli approfondimenti curati da una docente della scuola di polizia di Torino, da tempo collaboratrice anche della Scuola Interregionale di Modena.

Ma perché Castellarano? Il paese reggiano è la sede pratica di un progetto che mette insieme formatrici, l’Ambasciata del Ghana a Roma e l’associazione GaDangme, formata da persone di origine Ga, una delle popolazioni storiche del Ghana, radicata soprattutto nell’area della capitale Accra e in quello che oggi è il Togo. L’artefice principale è il vicesindaco Paolo Iotti, docente di inglese che nel 2018 è venuto in contatto con le varie realtà. Da un lato si è trovato ad ascoltare le esigenze ghanesi, dall’altro ha messo a disposizione i contatti con le scuole di formazione.

«Il Comune di Castellarano ha fatto da tramite tra l’associazione GaDangme, l’ambasciata ghanese a Roma e la Scuola Interregionale di Polizia di Modena, al quale in passato anche le nostre poliziotte si sono rivolte per corsi simili; è proprio grazie ad una conversazione con Orianna Fortunati, ispettrice di polizia locale, che ho potuto far incontrare le esigenze espresse a me dai rappresentanti della comunità ghanese e la Scuola di polizia», racconta.

Il corso è pagato da una collaborazione tra il governo ghanese e l’associazione GaDangme; il Comune ha messo a disposizione la sala del Consiglio e «ha fatto da tramite, facendo incontrare esigente e competenze», aggiunge Iotti.

Il focus è legato alle tecniche di approccio alle vittime così come alle indagini in casi così peculiari. Ed è tenuto ovviamente in inglese, oggi codice universale oltre che lingua ufficiale della nazione africana, in cui convivono quasi una cinquantina di diversi dialetti e linguaggi locali. Vi sono lezioni teoriche, ma anche parti pratiche in cui le agenti africane osserveranno il lavoro delle loro colleghe emiliane. D’altronde, il tema della violenza femminile non è certo presente solo in Ghana. Un concetto sottolineato all’apertura dei lavori dall’ispettrice Annalisa Sereni, la responsabile del comando di Castellarano della polizia municipale Tresinaro-Secchia. Sereni, spiega sempre Iotti, «ha detto chiaramente come questo evento sia una opportunità di crescita reciproca, non solo per poliziotte ghanesi. Risultato: queste 10 poliziotte aiuteranno altre donne ad aprirsi, a dire no alla violenza subita e a guardare al loro futuro con più speranza. E anche le nostre poliziotte locali avranno motivi di riflessione. Si cresce, insieme». E aggiunge: «Il piacere è ancora maggiore perché questo progetto è figlio del dialogo. Io faccio l’amministratore da un po’ di tempo, da quando il sindaco è Giorgio Zanni si discute e si ascolta sempre tutti. All’interno e all’esterno. Le giunte sono più lunghe rispetto a prima e questi sono i frutti». —

Adriano Arati

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