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«Contro l’Ucraina ancora metodi da Kgb per distruggere il Paese indipendente»

Yevhen Perelygin* ; *Ambasciatore d’Ucraina in Italia
«Contro l’Ucraina ancora metodi da Kgb per distruggere il Paese indipendente»

Lettera aperta dell’ambasciatore ucraino in Italia ad Albertina Soliani «Si falsifica la storia anche a danno dell’associazione Maidan» 

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la lettera

Yevhen Perelygin*

Spettabile Albertina Soliani, confermando il nostro profondo rispetto per la storia della Resistenza Italiana, delle lotte democratiche e dei valori antifascisti alla base della Repubblica Italiana, nonché per i valori di multiculturalità rispecchiata, in particolare, dall'Associazione Italia Ucraina Maidan, vorremmo segnalare la nostra perplessità e profondo sgomento per la campagna diffamatoria antiucraina sui social network che utilizza espressioni inaccettabili verso una delle associazione ucraine locali come “associazione ucraina filonazista” ecc. L’Ucraina è il moderno Paese europeo e democratico che è stato ampiamente dimostrato dalle recenti elezioni presidenziali nel nostro Paese, altamente apprezzate da tutti i Paesi e dalle istituzioni internazionali.

IL DONBAS

Il Governo ucraino costantemente combatte ogni manifestazione di nazismo, di razzismo e di xenofobia. Dall’inizio dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina nel 2014 (riconosciuta come tale e condannata da tutta la comunità internazionale) la propaganda russa distorce la realtà e i fatti storici creando ad arte i fake sul “fascismo” o “antisemitismo” degli ucraini. Ci riferiamo alle gravi falsificazioni degli eventi nella regione del Donbas ucraino. Devo ricordare che dal 2014 l’Ucraina è costretta a vivere nelle estreme condizioni dell’aggressione militare russa. Gli organismi internazionali, in particolare l’Ue, l’Osce, la Nato, il Consiglio d’Europa, ed altri, riconoscono che in Donbas c’è in atto un’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina. Quale conseguenza delle azioni destabilizzanti nella regione del Donbas, 13mila cittadini ucraini, inclusi diecimila civili, hanno perso le loro vite. Quasi due milioni di persone provenienti dal Donbas e dalla Crimea, illegalmente annesse, sono diventati sfollati interni. Abbiamo dovuto subire la distruzione della nostra economia, delle infrastrutture e del benessere di tutti i cittadini ucraini toccati nel profondo da una guerra ingiusta.

L’HOLODOMOR

A proposito, invece, dell’iniziativa proposta dall’Associazione Italia Ucraina Maidan di commemorare nel vostro spettabile Istituto l’ottantacinquesimo anniversario dell'Holodomor – il genocidio degli ucraini del 1932-1933 – vorrei sottolineare che questa tragedia, una carestia artificiale provocata dal regime sovietico di Stalin, è la pagina più triste della nostra storia e uno dei crimini su più vasta scala commessi in Europa. Secondo alcune stime, l’Holodomor (la parola ucraina Holodomor significa “infliggere la morte per fame”) uccise fino a 10 milioni di persone tra il 1932 e il 1933, di cui circa la metà bambini, e vi furono anche casi di cannibalismo.

LA STORIA

Per l’Italia il tema dell’Holodomor non è un tema astratto. Furono i diplomatici italiani degli anni ‘30 ad avere il coraggio di svelare al mondo questi grandi crimini, come fece il Console italiano a Kharkov, Sergio Gradenigo. Egli, tra i primi, raccontò all’Occidente ciò che il regime di Stalin stava causando in Ucraina: l’atroce morte per fame di milioni di contadini ucraini. Questa testimonianza è riportata nel volume “Lettere da Kharkov. La carestia in Ucraina nei rapporti diplomatici italiani 1923-33”, pubblicato dal professor A. Graziosi. In particolare, in una lettera datata il 31 maggio 1933 il Console Gradenigo afferma: “La fame continua a menar strage così imponente fra la popolazione, che resta del tutto inspiegabile come il Mondo rimanga indifferente di fronte a simile catastrofe”, e poi prosegue “non vi è dubbio infatti che questa fame derivi principalmente da una carestia organizzata e voluta per dare una lezione al contadino … Il Governo di Mosca infatti ha predisposto, con una spietata requisizione (della quale ho dato ripetutamente relazione), non una carestia, che sarebbe dir troppo poco, ma la completa mancanza d’ogni mezzo di sussistenza nella campagna ucraina”. Colpisce in modo particolare una conclusione di Gradenigo che non lascia dubbio alcuno sulle vere intenzioni del Cremlino di “liquidare il problema ucraino entro pochi mesi, col sacrificio di 10 o 15 milioni di anime. Né questa cifra sembra esagerata. Sono del parere che essa sarà superata e che probabilmente è già raggiunta”.

IL RICORDO

L’Holodomor non può essere una pagina di storia dimenticata, occorre toglierla dall’oblio per indicare all’alternarsi delle generazioni quella lezione di storia che serve a formare la coscienza dei popoli, al fine di riconoscere il male, difendere la pace, rafforzare la solidarietà internazionale e difendere la giustizia e la libertà. Mi preme inoltre, visto le accuse infondate verso il movimento di liberazione nazionale ucraino a metà del XX secolo circa la “collaborazione con i nazisti” e/o “la partecipazione ai crimini del regime nazista”, a precisare che tale accusa è uno dei punti principali della propaganda russa, ampiamente usata oggi per screditare l'Ucraina e giustificare l'aggressione della Russia contro il nostro paese. In questo momento difficile, con l’occupazione russa e la guerra ibrida che cercano di distruggere l'indipendenza e le aspirazioni europee del nostro Paese, vecchi strumenti di propaganda del Kgb sovietico sono riesumati per falsificare le vere responsabilità dei crimini contro l’umanità. Dovrei ricordare che durante la Seconda guerra mondiale più di 8 milioni di ucraini persero la vita come vittime del regime nazista. Tantissimi ucraini e le loro organizzazioni nazionali, inclusi anche l'Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) e l'Esercito insurrezionale ucraino (Upa), hanno dato un loro contributo significativo alla vittoria sul nazismo e alla liberazione dell'Europa. Tra le vittime dei nazisti tedeschi massacrate a Babyn Yar, oltre agli ebrei, rom e prigionieri di guerra sovietici, c'erano più di 620 membri dell’Oun. La conferma che né Oun, né Upa erano organizzazioni criminali fu decisa dal Tribunale militare internazionale di Norimberga. Non ci sono membri di Oun e Upa nell’elenco esaustivo di individui e gruppi riconosciuti come criminali dal Tribunale di Norimberga. Inoltre, come prova dei crimini nazisti nel processo apparvero documenti che provavano la repressione dei servizi speciali del Terzo Reich contro l'Oun. Come giustamente ha notato il giornalista, storico e grande esperto Paolo Mieli nel suo articolo “Noi, Trump e Kiev. Le ipocrisie europee anti Usa”, pubblicato nel Corriere della Sera, “è in atto da tempo campagna subliminale che tende a presentare l’Ucraina come un Paese in via di fascistizzazione. E in quanto tale non meritevole della società occidentale”.

BANDERA

E in merito alla persona del leader del movimenta nazionalista ucraino Stepan Bandera, Mieli prosegue che la ribellione di Bandera contro il regime nazista gli costò il campo di concentramento di Sachsenhausen: “Bandera ebbe due sorelle internate nei gulag staliniani, due fratelli rinchiusi ad Auschwitz: una simmetria quasi perfetta della lotta contro i due totalitarismi del Novecento”. Proprio per la lotta contro il regime sovietico e l’Ucraina indipendente Stepan Bandera fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 da un agente Kgb. Riassumendo, vi faccio notare che finora nessuno ha presentato alcuna prova convincente della partecipazione di Bandera nei crimini contro altre nazioni in Ucraina. Confidiamo che le considerazioni di cui sopra non rimarranno senza attenzione da parte vostra, chiediamo la cortesia di pubblicare nella vostra pagina questa lettera aperta. Vi rassicuriamo sulla nostra disponibilità e la disponibilità dell’associazione Italia Ucraina Maidan a incontrarvi nei tempi a voi più comodi per ogni debita verifica dei fatti. Ringraziandovi in anticipo per la collaborazione, inviamo i nostri più distinti ossequi. —

*Ambasciatore

d’Ucraina in Italia

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