Il 25 Aprile di Reggio Emilia con un giorno d’anticipo per quella tragedia infinita
La città fu dichiarata libera il 24 aprile 1945, con un esito sanguinosissimo Sui 671 resistenti caduti nel quinquennio, 120 morirono nell’ultimo mese
Reggio Emilia. Un finale sanguinosissimo. Gli ultimi giorni prima della Liberazione portarono un prezzo doloroso da pagare, con oltre 120 partigiani e numerosi civili uccisi proprio a ridosso dalla fine del conflitto. I motivi? Da un lato la tenace opposizione delle truppe tedesche, che sino all’ultimo ripiegamento tennero le loro posizioni decise a combattere. Anche in un’ottica “protettiva”, per così dire. Che la guerra fosse persa ormai era chiara, il timore di tanti soldati nazisti era quello di cadere proprio prima dell’evacuazione contro rivali resi più aggressivi dai successi militari. Discorso simile per molti irriducibili fascisti, che continuarono a sparare e a operare in brigate militari sino al 25 aprile. Non a caso, sui 671 resistenti caduti nel quinquennio 1940-1945 in terra reggiana, più di 120 risultano morti nell’aprile del 1945, in gran parte in quegli ultimi convulsi giorni. Anche l’esuberanza giovanile incise. Oggi è difficile realizzarlo, ma la maggioranza dei partigiani erano poco più che adolescenti, un 25enne era un veterano navigato.
Con la vittoria ormai alle porte, l’entusiasmo portò a diverse azioni molto aggressive contro un nemico ormai interessato a difendersi e a preparare l’addio. Operazioni che, magari, qualche mese prima non sarebbero state portate avanti, o avrebbero visto un controllo più rigido da parte dei superiori. Diversi ragazzi sono morti negli ultimi attacchi, perché a quel punto la reazione dei tedeschi era secca: non c’era più bisogno di pensare ai rapporti con la popolazione, si sparava ad alzo zero senza molti pensieri. A Canolo un gruppo di giovani correggesi viene falciato da una scarica di mitragliatrice, i militari nazisti avevano sparato convinti di trovarsi di fronte a truppe alleate. Ieri i sentieri partigiani di Istoreco hanno festeggiato la liberazione cittadina ripercorrendo il tragitto dei partigiani, che dalle montagne si ritrovarono nella zona di Canali per poi arrivare a Reggio a San Pellegrino.
In via Tassoni ci sono i cippi di due ragazzi uccisi da cecchini tedeschi, sul ponte di San Pellegrino si ricorda Mimma Montanari, colpita dalla pallottola di un tiratore fascista isolato.
L’altra curiosità riguarda la data. La festa canonica della Liberazione è il 25 aprile, ma le varie città emiliane vennero dichiarate libere nei giorni precedenti, man mano l’armata anglo-americana risaliva da Rimini lungo la via Emilia. Per Modena e Bologna il giorno è il 22 aprile, per Reggio si arrivò al 24. —
Adr.Ar.
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