Gazzetta di Reggio

Reggio

Maidan, dopo Casa Cervi a rischio il festival Rosmaj

Evaristo Sparvieri

Iniziativa in collaborazione con il Comune dell’associazione esclusa dal 25 aprile Foracchia: «Dovranno escludere categoricamente legami con i filonazisti»

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«Festa a rischio? Dobbiamo ragionare con loro. E devono escludere categoricamente qualunque forma di collegamento con movimenti neonazisti e smentire le accuse». Non solo l’esclusione (di comune accordo) da Casa Cervi, dove oggi è in programma la festa del 25 Aprile. Adesso l’associazione Italia Ucraina Maidan – finita nell’occhio del ciclone perchè accusata di vicinanza a filonazisti e filofascisti – avanzata a gran voce dal mondo della sinistra ma respinta con forza dal suo presidente (leggi articolo in basso, ndr), rischia anche di veder saltare la festa in programma a Reggio il 10, 11 e 12 maggio nell’oratorio don Bosco, dove per il secondo anno si dovrebbe svolgere la seconda edizione del Festival Rosmaj. Un evento organizzato in collaborazione con il Comune, che attraverso la Fondazione Mondinsieme è stato l’anello di collegamento con l’iniziativa di Casa Cervi. Una festa sulla quale ora temporeggia anche l’assessore alla Città Internazionale Serena Foracchia, che tuttavia sottolinea come «i referenti reggiani dell’associazione siano per lo più donne con cui dialoghiamo da tempo», aggiungendo che «non hanno mai organizzato convegni o raccolte fondi per il fronte, ma solo iniziative dove ad esempio venivano realizzate bambole tipiche dell’Ucraina o fiori di carta».

L’ASSOCIAZIONE

Secondo i partiti politici e i movimenti di sinistra che ne hanno caldeggiato l’esclusione da Casa Cervi, l’associazione Italia Ucraina Maidan è nata in seguito al colpo di stato nel 2014 che ha portato al governo i nazisti sostenitori del collaborazionista di Hitler, Stepan Bandera, leader dei nazionalisti ucraini, avvelenato nel 1959 da uno spray al cianuro spruzzato da un agente del Kgb a Monaco di Baviera, la cui figura controversa continua a spaccare in due il suo Paese: un Paese reduce dal voto delle Presidenziali che hanno portato alla vittoria al primo turno del comico Volodymyr Zelensky sul presidente uscente, Petro Poroshenko. Un voto avvenuto in un Paese dilaniato dalla guerra nel Donbass, nelle provincie di Donetsk e Lugansk, dove da 5 anni sono presenti le autoproclamate repubbliche filo-russe, in lotta con i filo europei: un conflitto vissuto a distanza, non senza grandi preoccupazioni, anche dagli ucraini che vivono a Reggio. «L’associazione – aggiunge Foracchia – ha depositato il suo statuto a Mondinsieme nel 2017. Lo statuto è stato controllato e non c’erano ragioni per escluderla. Per come la conosciamo, si tratta di un’associazione apolitica e apartitica e come tale l’abbiamo accettata».

LA FESTA

Per quanto riguarda il festival Rosmaj, alla presenza del console d’Ucraina in Italia e altre figure istituzionali, il Comune fornirà a titolo gratuito 200 sedie, 60 tavoli e 14 pedane. «Per quanto mi riguarda, sicuramente al di là del tourbillon di questi giorni, dopo il 25 aprile dovremo rivederci con l’associazione e capire quali sono stati le ragioni delle accuse, dando prova di smentirle – conclude Foracchia – Ripeto, qui a Reggio l’associazione guarda al conflitto con grande preoccupazione per quanti vivono nel loro Paese d’origine, e sicuramente l’associazione reggiana è distinta dal movimento accusato di vicinanza al filonazismo. Dovremo però chiarire la situazione anche alla presenza dei loro referenti nazionali, in modo che possano escludere ogni forma di collegamento con movimenti filonazisti». —





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