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Nasce in ambulanza in attesa dell'elisoccorso

L'elisoccorso notturno
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L'elisoccorso notturno

Il parto "precipitoso" a Castelnovo Monti. E il comitato "Le cicogne" che si batte per riaprire il punto nascita montano attacca: "L'ennesima vergogna"

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CASTELNOVO MONTI. Il piccolo ha fretta di nascere, e viene al mondo in ambulanza. L'episodio è avvenuto a Castelnovo Monti ed è la direzione sanitaria dell'Usl Irccs di Reggio a renderlo noto, parlando di "parto precipitoso" alle 3.40 della notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 aprile "in attesa dell'arrivo dell'elisoccorso inviato dalla centrale operativa 118 di Parma". 

"Il parto è avvenuto con l'assistenza di due medici, tra cui un anestesista, e tre infermieri dell'emergenza urgenza, tutti opportunamente formati per questa casistica. L'elisoccorso, dopo il parto, ha  portato mamma e bambino, entrambi in buona salute, all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia -spiega la nota - Il parto  precipitoso è quello che avviene entro un'ora dall'inizio del travaglio, come avvenuto in questo caso, a fronte di una durata media del travaglio nelle primipare di 10 ore e nelle pluripare di 6/7 ore. Per queste caratteristiche negli ultimi anni ci sono stati parti precipitosi extraospedalieri in tutti i distretti della provincia, principalmente nel Distretto di Reggio Emilia. Si tratta di parti che di norma non hanno conseguenze negative né per la mamma né per il bambino".

"La signora, portatrice di gravidanza fisiologica e seguita dai servizi, era stata visitata all'ospedale di Reggio Emilia per controlli di fine gravidanza due volte nell'ultima settimana. In uno di questi controlli le è stata proposta la foresteria, che ha rifiutato. La foresteria, situata a Reggio Emilia, è un servizio gratuito messo a disposizione dall'Azienda USL per ospitare donne in gravidanza e  familiari del distretto montano" conclude.

Nella cittadina dove il punto nascite è stato chiuso ormai da quasi due anni e non senza polemiche, arriva puntuale la reazione del comitato "Le Cicogne" che da tempo si batte per la riapertura al Sant'Anna del punto nascita.

"L’ennesima vergogna si è consumata nelle nostre montagne sulla pelle delle donne e dei bambini. Aver chiuso il Punto Nascita della montagna costringe le donne che hanno un parto precipitoso per gli standard di lor Signori a partorire per strada. L’hanno chiuso con la fandonia della sicurezza prendendo come giustificazione casi rari e strumentalizzando studi che noi abbiamo smascherato e che per questo nessuno più cita - si legge in una nota a firma di Nadia Vassallo, portavoce del comitato e candidata alle comunali di Castelnovo Monti - Stanno agendo al di fuori della legalità perché hanno truccato i dati affinché non venisse concessa quella deroga al Sant’Anna che gli spetta di diritto, in quanto la legge prevede il mantenimento in attività di tutti i punti nascita che rispettano gli standard sanitari qual era il nostro, anche sotto i 500 parti purché al servizio di zone orogeograficamente disagiate".

"Ci stanno tenendo senza assistenza al parto su tutto il dorsale appenninico emiliano perché il presidente della Regione Emilia Romagna non vuole lasciare intendere di aver dovuto fare un passo indietro. Nicolini poi ha tolto la guardia h24 di ginecologia perché la ritiene inutile. Ed intanto i tracciati non vengono più fatti in ospedale e donne con feti morti in grembo vengono rimandate al giorno dopo e inviate all’ospedale di Reggio. L'unico servizio pensato su misura sono comunicati stampa indecenti per faziosità e ipocrisia, utili a travisare la realtà di aver tolto servizi di prossimità dove c'era bisogno per non toglierli dove si prendono voti - concludono - Questa è la sicurezza promessa da Bonaccini e Venturi ? Questa è la sicurezza svenduta per venti denari!".


 

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