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VENTASSO 

«Sul 5G vogliamo informazioni per escludere rischi alla salute»

Luca Tondelli
«Sul 5G vogliamo informazioni per escludere rischi alla salute»

Il sindaco Manari: «Ancora nessuna comunicazione ufficiale ricevuta da Agcom Auspico che ci coinvolgano, visto che il tema crea timori e la comunità è attenta»

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VENTASSO. «Non abbiamo ancora avuto alcuna comunicazione ufficiale, ma auspico che qualsiasi passaggio che veda coinvolto il nostro Comune venga prima discusso e trasmesso in modo formale. È un tema che crea timori ed è giusto che siamo messi nelle condizioni di conoscerlo meglio e poter così informare la popolazione». Il sindaco Antonio Manari conferma di non avere ricevuto comunicazioni ufficiali da parte dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), che ha individuato 120 Comuni italiani su cui avviare la sperimentazione del 5G, la rete di nuova generazione che andrà a superare l’attuale 4G Lte. Comuni tra cui, assieme a metropoli e città capoluogo di provincia, ve ne sono alcuni medio-piccoli. In Emilia Romagna ci sono Vernasca (Piacenza), Bore (Parma) e Ventasso.

«Non abbiamo avuto alcun contatto con Agcom – spiega Manari – ma mi sono informato sul loro sito, dove è stata pubblicata una nota esplicativa proprio dietro le richieste di chiarimenti pervenute dai sindaci di tanti Comuni tra i 120 selezionati. Si spiega che non sarà una sperimentazione, ma che in questi Comuni sarà possibile ricevere non meglio precisate “offerte commerciali” legate al 5G, a quanto mi par di capire rivolte anche ai privati, per cui dopo si vedrà se ci sarà la richiesta di tali servizi».

La recente nota dell’Agcom spiega che «a seguito di diversi articoli e trasmissioni sui servizi in tecnologia 5G, sono pervenute all’Autorità richieste di chiarimento da parte di alcuni sindaci dei 120 Comuni che si trovano in digital divide (divario digitale, ndr). Nel provvedimento citato, l’Autorità ha posto specifici obblighi di copertura 5G con frequenze in banda 700 MHz a favore dei 120 Comuni della lista che pertanto, a partire dall’effettiva disponibilità delle frequenze che dovrà avvenire entro il 1° luglio 2022, potranno beneficiare della copertura 5G realizzata da Telecom Italia Mobile, Vodafone e Iliad, in quanto soggetti aggiudicatari. L’onere di realizzare la copertura sarà a totale carico degli operatori e dovrà avvenire nel pieno rispetto della normativa in materia di edilizia e urbanistica e delle altre leggi in materia, inclusa la normativa in materia di limiti elettromagnetici sul cui rispetto vigilano le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente». E ancora: «Non si tratterà di una sperimentazione 5G, bensì dell’offerta di servizi commerciali. Le misure introdotte, che non modificano le norme esistenti per la realizzazione delle reti ma ampliano le potenzialità di copertura, non potranno che apportare sviluppi positivi per i territori interessati, che potranno beneficiare dei numerosi vantaggi per cittadini, imprese e pubblica amministrazione derivanti dalla disponibilità diffusa di servizi di connettività wireless a banda larga e ultralarga».

«La nota è incline all'ottimismo – afferma Manari – ma è chiaro che il nostro compito è di avere tutte le informazioni necessarie per escludere rischi alla salute, visto che è un tema fortemente sensibile, su cui la comunità è molto attenta. Auspico che qualsiasi passaggio concreto nel prossimo futuro ci venga quindi comunicato in modo ufficiale. L’impressione che ho, personalmente, è che su queste frequenze sia stata fatta cassa e che ora gli operatori vogliano correre per recuperare quanto hanno investito per ottenere le concessioni. In totale si parla di circa 6 miliardi di euro». —

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