Tecton alle strette la Cgil batte un colpo «Pagate gli arretrati salviamo il lavoro»
«Scenario più complicato dalla procedura concorsuale» Assemblea dei lavoratori per valutare gli ammortizzatori
REGGIO EMILIA. Dopo giorni di silenzio il sindacato batte un colpo su Tecton. La sofferenza pubblicamente dichiarata dal presidente della cooperativa edile Fulvio Salami – trinceratosi poi nel silenzio più assoluto – ha aperto la strada al concordato in bianco. Una domanda sottoposta al tribunale di Reggio, che dovrà concedere un eventuale termine per la presentazione del piano concordatario, periodo durante il quale la cooperativa sarà al riparo da azioni esecutive da parte dei creditori.
La sofferenza è infatti di carattere finanziario e il ritardo nel versamento dei salari è la spia d’allerta accesasi in queste settimane, prefigurando anche un’ormai fisiologica richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali con i quali assorbire il duro colpo abbassando al contempo il costo del lavoro. «Siamo preoccupati e allarmati per la situazione ormai critica della Tecton e per il futuro dei suoi circa cinquanta dipendenti» è l’attacco della nota diffusa ieri dalla Fillea Cgil di Reggio Emilia, insieme alla Rsu, dopo la riunione celebrata dai vertici della coop insieme ai lavoratori e ai soci del prestito sociale che ammonta però a circa 50mila euro. Poca cosa rispetto ai milioni perduti con il crollo delle consorelle reggiane Coopsette, Unieco, Crm e Orion. La situazione di Tecton è tesa a causa del ritardo degli incassi su crediti incagliati da altre crisi che, a cascata, ricadono sulla cooperativa reggiana. «Siamo vicini ai lavoratori, lo siamo stati attraverso la nostra presenza costante ai tavoli sindacali avuti con l’azienda e attraverso le assemblee dei lavoratori – spiega Sabatino Aliberti, segretario Fillea Cgil Reggio Emilia –. Ora però rivendichiamo la necessità di mettere in campo tutte le soluzioni possibili utili alla salvaguardia dei posti di lavoro e al proseguo dell’attività aziendale. Crediamo per questo che sia quanto mai necessario esplorare l’utilizzo di ogni strumento in maniera condivisa».
Lo scenario che si apre è reso adesso più complicato dalla procedura concorsuale, «per questo l’auspicio è che i lavoratori ricevano al più presto i pagamenti dell’ultimo stipendio e una parte del precedente – scrive il sindacato – che ad oggi ancora non è stato erogato. A decorrere ormai dall'autunno dello scorso anno, a causa dei ritardi nei pagamenti, si erano intensificate le attività del sindacato proprio per arginare e risolvere, con ripetuti solleciti, tale problematica».
Oltre a pagare gli insoluti, la richiesta riguarda chiaramente il salvataggio dei posti di lavoro, anche alla luce della mano offerta l’anno scorso dalla scialuppa cooperativa Sicrea, pronta a prendersi in carico buona parte degli addetti di Tecton, ma che si è vista chiudere la porta.
«In un momento allarmante come quello che stanno vivendo i lavoratori della Tecton, che già nelle assemblee sindacali era emerso in tutta la sua gravità, appare dunque strategico che gli sforzi di tutte le forze interessate convergano sulla salvaguardia occupazionale e aziendale – fa sapere il sindacato –. Nei prossimi giorni sarà convocata un’assemblea dei lavoratori per valutare le iniziative da intraprendere rispetto alla situazione che si è formalizzata».
Tecton è l’ultima cooperativa reggiana della vecchia guardia ad essere rimasta in piedi. Il presidente della coop rossa Salami, aveva dichiarato pochi giorni fa di avere «lavori per 15 milioni in portafoglio e se rientriamo di due grossi crediti tutto filerà liscio». Si tratta di un centro commerciale a Spezzano, che non ha pagato 2 milioni e mezzo di euro, e un altro credito da 3 milioni per i lavori al castello di Inverigo a Como. Soldi da tirare in cassa per i quali Tecton a sua volta ha intrapreso azioni legali. —
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